Finanza
Subito dopo ladozione del piano
S. Anna, Valore spa voleva vendere a Iffi
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Cittadini di SantAnna riuniti sullarea al centro della inchiesta 2 MINUTI DI LETTURA
LUCCA. Valore spa non avrebbe mai realizzato le case a S. Anna, nel comparto da quasi 7 ettari affacciato su viale Einaudi. Infatti, poche settimane dopo l'adozione del piano per costruire il nuovo quartiere - 200 appartamenti, negozi e albergo - aveva firmato un compromesso per cedere l'area. Il dato emerge con forza dalla diffida (con richiesta di danni) inviata al Comune il 18 giugno 2009 dall'ex amministratore della società pratese, Giovanni Valentini. La società, infatti, avrebbe voluto cedere l'area alla società immobiliare viareggina Iffi che, invece, si era ritirata dall'affare quando aveva capito che non avrebbe mai costruito gli appartamenti. Su questo Valentini è chiaro quando spiega a Favilla le ragioni della richiesta di danni al Comune per la mancata realizzazione degli edifici. La prima è il «colpevole ritardo» (così lo definisce Valentini) dell'amministrazione che non ha saputo approvare il piano, in via definitiva, entro il 2007, facendo esaurire la volumetria residenziale nella zona dove il regolamento urbanistico prevedeva l'intervento. La seconda discende direttamente dalla prima: Valore, infatti, accusa il Comune di non aver potuto concludere la vendita dell'area al gruppo immobiliare Iffi di Viareggio visto che nel settembre 2008 era scattata la sospensione del regolamento urbanistico (con relative previsioni). Quindi, i ritardi del Comune avrebbero fatto saltare una compravendita da 23 milioni. Da qui la richiesta di Valore (aggiornata a 2 anni fa) di un risarcimento non inferiore ai 20 milioni di euro. «Già nel novembre-dicembre 2008 - scriveva Valentini nella nota del 2009 - l'illegittimo comportamento omissivo del Comune aveva causato consistenti pregiudizi economici a Valore spa. Infatti, la società, confidando nell'osservanza da parte dell'amministrazione dei termini di legge per l'approvazione del piano attuativo, aveva in precedenza stipulato con la società Iffi un compromesso (del 5 luglio 2007) per la cessione, per il corrispettivo di 23.794.870 euro dei comparti edificatori da realizzarsi in forza del suddetto piano. Da questo compromesso, tuttavia, Iffi recedeva una volta che era risultata impossibile, secondo i conteggi del Comune, realizzare volumetrie a destinazione residenziale».
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