Il Tirreno

Lucca

I tifosi occupano la circonvallazione

Un’immagine della conferenza stampa di ieri sera (foto: Gazzetta Lucchese) e un momento di tifo rossonero durante la stagione calcistica
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Un’immagine della conferenza stampa di ieri sera (foto: Gazzetta Lucchese) e un momento di tifo rossonero durante la stagione calcistica

Esplode la protesta contro la cessione della squadra alla cordata genovese

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LUCCA. La rivolta esplode in serata fuori e dentro il Porta Elisa. Fuori, sulla circonvallazione, un centinaio di tifosi occupa la strada, in segno di protesta per la squadra, venduta (almeno sulla carta) a una cordata genovese non ritenuta attendibile. Dentro, in sala stampa, con un faccia a faccia con l'ex patron della Lucchese, Giuliano Giuliani, che cerca di resistere alla cessione, dal basso del suo 20%. Il nuovo motto (e l'obiettivo) di Giuliani ora sembra essere: «Riprendiamoci la Lucchese». L'imprenditore suona la carica, i tifosi lo seguono. Fioccano critiche anche contro le istituzioni, Comune e Provincia in primo luogo, che non si sono opposti all'arrivo dei genovesi. Che non avrebbero fatto nulla per salvare la squadra.  In realtà, Giuliani sa bene che non è compito istituzionale degli enti locali trovare i soldi per mandare avanti la squadra di calcio, anche se della città. E in una riunione, tenutasi una decina di giorni fa in municipio, la Provincia ha anche ribadito il concetto con chiarezza. Proprio mentre il sindaco cercava di convincere la fondazione Crl e la fondazione Banca del Monte a sborsare qualche decina di migliaia di euro per evitare il tracollo della Lucchese. Sembra che la fondazione Banca del Monte sarebbe stata perfino disposta a elargire un contributo straordinario di 50mila euro, tanto per dare l'esempio. Ma questa riunione non ha avuto seguito.  Per Giuliani, però, sarebbe importante che Comune e Provincia si impegnassero a trovare sponsor per la squadra, per evitare che finisca in mani sbagliate. Nelle quali, però - attacca Giuliani - avrebbe contribuito a buttarcela anche l'ex socio di maggioranza, Giovanni Valentini, ex amministratore di Valore spa, la società pratese che sul Porta Elisa sognava di portare a termine un'operazione immobiliare da una cinquantina di milioni di euro. Quando, però, i tempi di questa operazione - oggi nel mirino della Procura che sta indagando sui presunti legami fra cemento e tangenti - si sono dilatati, Valentini ha scelto di mollare la squadra. E di vendere le proprie quote, anche a dispetto dell'opposizione di Giuliani. Che, ota, di fronte ai tifosi si prende la rivincita. E si toglie qualche sassolino dalla scarpa. Attaccando un po' su tutti i fronti. E ricordando, insieme al direttore sportivo, Paolo Giovannini, che se la cordata genovese (la Nice srl) spera di essere pagata per mollare le quote che erano state della Valore, si sbaglia di grosso. Non vedrà un euro. Anzi l'impegno dell'imprenditore - come conferma ai tifosi e come riporta il sito Gazzetta Lucchese nella diretta dalla sala stampa del Porta Elisa - a questo punto è cercare di riunire più aziende possibile per trovare il capitale necessario a rilevare l'80% delle quote di maggioranza, nel momento esatto in cui Nice decidesse di restituirle a Valore spa. ALTRO SERVIZIO a pag. 22

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