Toscana
«Fu Tani a dire che inammissibile il piano attuativo per lo stadio»
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LUCCA. Prima serviva una variante urbanistica. Poi la decisione di realizzare l'intervento tramite piano attuativo, infine una gara per individuare chi avrebbe effettuato i lavori. Invece - denuncia Governare Lucca - per il recupero dello stadio è stata seguita una procedura «a nostro avviso illegittima», basata su un master plan presentato dalla Lucchese calcio, con coinvolgimento limitato del consiglio comunale. Nel giorno in cui il Tribunale della Libertà dovrebbe rendere pubbliche le motivazioni della sentenza che hanno rimesso in libertà gli indagati nell'inchiesta sui presunti legami fra tangenti e operazioni immobiliari, GL punta l'indice anche contro l'operazione di trasformazione del Porta Elisa in un centro polifunzionale, con negozi, servizi e albergo. In primo luogo - sottolinea il presidente di GL, Piero Angelini - anche per lo stadio «era necessaria la variante al piano strutturale (adottata a gennaio) per reperire le quantità edificatorie necessarie, che attualmente mancano nella zona (Utoe 2), non potendo classificare come ristrutturazione l'intervento per il Porta Elisa, secondo l'interpretazione dell'ex dirigente all'urbanistica, Maurizio Tani». Inoltre, accusa Angelini, l'amministrazione si è mossa contraddicendo la volontà del consiglio comunale che «con l'ordine del giorno del 16 luglio 2009 riportava la decisione sullo stadio alla variante generale in corso di elaborazione». Perciò - osserva Angelini - la procedura «regolare sarebbe stata quella di una decisione del consiglio comunale che approvasse, nella variante generale, le nuove funzioni da assegnare allo stadio; che il consiglio comunale decidesse, poi, di effettuare l'intervento tramite piano attuativo, come prevede la legge regionale sull'urbanistica; che il consiglio comunale avviasse la procedura di evidenza pubblica per la scelta del concessionario che avrebbe realizzato gli interventi. Infine, una volta approvato il progetto e decisi i lavori dello stadio, il consiglio comunale avrebbe dovuto approvare la convenzione per la gestione del complesso e del finanziamento alla Lucchese». Invece - sostiene Governare Lucca - l'amministrazione ha fatto diversamente. «Con la delibera di giunta del 24 novembre 2009, è stata la società Lucchese a presentare un progetto, sotto forma di master plan; è stata sempre la Lucchese a redigere e proporre un accordo che assegnava i lavori di rifacimento dello stadio, in cambio di una concessione del complesso in diritto di superficie per 99 anni. E a conclusione di tutto questo procedimento, il consiglio comunale, il 14 ottobre 2010, è stato chiamato a ratificare scelte già fatte, senza averne il potere, da sindaco e giunta». Accordi - insiste Angelini - richiamati nella variante «con il rinvio alla delibera del 24 novembre 2009, respingendo la nostra richiesta di effettuare l'intervento con piano attuativo, giudicata da Tani addirittura inammissibile».
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