Il Tirreno

Lucca

Legambiente torna all’attacco e si riserva di rivolgersi alla Corte dei Conti

Passerella, mancano atti

Barbara Antoni
La passerella pedonale sul Serchio
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La passerella pedonale sul Serchio

«Senza documento preliminare, l'iter è irregolare»

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 LUCCA. Se non avranno i chiarimenti richiesti, in materia di documento preliminare all'avvio della progettazione, si riservano di valutare tutte «le soluzioni idonee a tutelare gli interessi collettivi». In particolare, relativamente alla passerella sul Serchio, avanzano l'ipotesi del danno erariale, dal momento che in principio (come risulta dalla prima delibera di giunta sulla passerella, datata 15 ottobre 2004) l'importo dei lavori era stimato in un milione e mezzo salvo poi oggi - ad opera non ancora finita - averne spesi almeno uno in più. In questo caso non escluderebbero di inviare una segnalazione all'autorità per la vigilanza sui contratti pubblici, lavori, servizi e forniture. E alla Corte dei Conti.  Sulla passerella, il circolo lucchese di Legambiente torna alla carica. I toni sono ancora pacati, ma si capisce che la pazienza sta per finire. Soprattutto perché, come spiega il presidente locale degli ambientalisti Michele Urbano, «da tempo abbiamo fatto richiesta di accesso agli atti, relativamente al documento preliminare all'avvio di progettazione di questa opera, del quale nella delibera originaria non si fa menzione e che invece avrebbe dovuto contenerlo. Noi oggi ci ritroviamo una passerella larga quattro metri e sessanta, quando invece, secondo il progetto, ne doveva misurare due e mezzo. A nostro avviso, la radice del problema sta nell'atto di programmazione, ovvero il documento preliminare all'avvio di progettazione redatto dal responsabile di procedimento in base ai contenuti dello studio di fattibilità approvato. Solo questo documento preliminare ha l'obbligo di contenere una serie di indicazioni, tra cui i limiti finanziari da rispettare e la stima di costi e fonti di finanziamento».  Più nel dettaglio, il documento preliminare deve, per legge, contenere indicazioni sulla situazione iniziale e sulla possibilità di ricorrere alle tecniche di ingegneria naturalistica, sugli obiettivi generali da perseguire e le strategie per raggiungerli, su esigenze e bisogni da soddisfare, su regole e norme tecniche da rispettare, su vincoli di legge relativi al contesto in cui l'intervento è previsto, sulle funzioni che dovrà svolgere l'opera, sui requisiti tecnici che dovrà rispettare, sugli impatti dell'opera sulle componenti ambientali, sulle fasi di progettazione e i loro tempi di svolgimento.  Aggiunge Urbano che «a precisa richiesta scritta di accesso agli atti in cui chiedevamo il documento programmatico, gli uffici tecnici comunali ci hanno riferito a voce che non è stato prodotto. Siamo ancora in attesa di replica ufficiale alla nota con cui abbiamo richesto il documento al Comune. Se non ci verranno fornite risposte esaurienti, ipotizzando il danno erariale, inoltreremo la segnalazione alla Corte dei Conti», conclude il presidente di Legambiente.

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