Il Tirreno

Lucca

Marco Chiari torna subito a fare l'assessore

Ilaria Bonuccelli
Marco Chiari torna subito a fare l'assessore

Favilla chiede un decreto al prefetto per formalizzare il reintegro, ma il politico è già al lavoro da ieri mattina. Il sindaco gli promette le deleghe a traffico e mobilità che non aveva riassegnato

3 MINUTI DI LETTURA





Un colloquio di buon mattino con il sindaco. L'accordo sulle deleghe - traffico e mobilità - poi il rientro in ufficio, a palazzo Orsetti, dopo 15 giorni di carcere. Marco Chiari è di nuovo al lavoro. Non si occupa più dei grandi progetti come lo stadio, al centro dell'inchiesta sulla corruzione per presunti legami fra tangenti e operazioni immobiliari. Ma, seppure indagato e con qualche delega in meno, torna a fare l'amministratore, senza neppure aspettare le motivazioni della sentenza del tribunale del Riesame che lunedì lo ha liberato.

Con questa convinzione, al termine della mattinata, Chiari lascia il municipio. In serata, però, in apertura di consiglio comunale, il sindaco dà un'altra versione, forse per non irritare la sua maggioranza: l'assessore è in giunta, ma senza deleghe. Almeno, fino a quando, non avrà verificato se può restituirgliele. In realtà, non c'è legge che impedisca a Chiari di riprendersi il posto, come in effetti ha fatto ieri. Lo conferma la Prefettura: la sospensione dall'incarico, decisa con decreto all'indomani dell'arresto, è decaduta con l'annullamento delle misure cautelari. E il solo fatto di essere indagato non può rappresentare un ostacolo alla sua attività di assessore. Altrimenti dovrebbero dimettersi anche Giovanni Pierami (finanze) e il sindaco, indagati per concorso in corruzione nella stessa inchiesta di Chiari.

Tutto regolare, dunque, nel ritorno di Chiari in municipio. Salvo il fatto che questa decisione ha spiazzato tutti. Specie dopo che lunedì, dopo la riunione di maggioranza, Mauro Favilla ha ammesso con alcuni consiglieri di centrodestra che non avrebbe reintegrato Chiari «anche se lui se lo aspetta».

Questa inversione di tendenza rischia di scatenare un putiferio. Di sicuro, fino a ieri sera il sindaco non ha informato i partiti della coalizione della sua decisione. E anche se in molti sostengono che «questa è una scelta di sua esclusiva competenza», non hanno gradito il gesto. Nulla contro l'assessore che, anzi, torna a palazzo Orsetti con una posizione decisamente alleggerita, ma molti dubbi sull'atteggiamento del sindaco. Un comportamento nel quale parte della maggioranza legge perfino un tentativo di forzare la mano e accelerare la crisi.

Queste, però, sono tutte speculazioni. I dati concreti a oggi sono tre: Chiari è di nuovo al lavoro; dopo la sentenza del Riesame, è stata annullata la commissione urbanistica straordinaria sulle varianti, convocata per stamani; il Comune ha scritto al prefetto per sollecitare un decreto di revoca della sospensione di Chiari. La Prefettura ha già fatto presente che non ci sarebbe bisogno di un nuovo decreto, visto che in quello sulla sospensione erano già indicati gli estremi della decadenza del provvedimento. Tuttavia, il prefetto non esclude di poterlo produrre, soprattutto se l'atto servisse al sindaco. Per metterlo al riparo da attacchi politici.

In effetti, la maggioranza sembra essere in attesa di questo decreto per ritenere Chiari reintegrato a tutti gli effetti. Lo fa capire il presidente del consiglio comunale, Franco Fabbri (Pdl): «Favilla sta effettuando verifiche sulla situazione di Chiari. Al termine del percorso adotterà le decisioni che ritiene necessarie».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Italia

Tasse, Tari, Imu e multe: da oggi parte la rottamazione degli arretrati – Come fare domanda subito

di Redazione web