Sicurezza
Prima la giunta, poi il voto sul bilancio
◗
Il sindaco Mauro Favilla (in una foto di archivio) I consiglieri dettano le condizioni a Favilla, ma i partiti sono contrari: pronti alla crisi
4 MINUTI DI LETTURA
LUCCA. A fine consiglio, il sindaco si lascia scappare un commento, con qualche consigliere dell'opposizione: «Aspetto l'occasione buona per andarmene». Per finire il mandato prima della scadenza naturale. Poche ore dopo, a Roma, a pranzo con Riccardo Migliori, vicecoordinatore regionale del Pdl, Mauro Favilla racconta un'altra storia: «La nuova giunta avrà 6 assessori, 3 me li tengo io». È una storia diversa da quella raccontata ai consiglieri comunali, prima del voto sulle nuove tariffe Tia: 6 assessori a metà luglio, a ottobre altri 2 «funzionali a realizzare il programma di fine mandato». La maggioranza ascolta e prende precauzioni: prima di entrare in aula a votare il previsionale vuole i nomi degli assessori. Senza nomi, fa capire, niente voto sul bilancio. E così il centrodestra, che sempre meno si fida di Favilla, stringe il sindaco in un angolo. Dal quale difficilmente uscirà. Anche perché l'impegno preso con i consiglieri comunali è contrario agli accordi stretti con i partiti di maggioranza: prima si vota il bilancio e poi, dal giorno dopo, si azzera la giunta. Si tagliano gli assessori e si cambiano: via Marco Chiari e Giovanni Pierami (indagati nell'inchiesta sulla corruzione), come vorrebbe l'Udc. Poi, via anche altri assessori, per arrivare alla giunta snella che Favilla auspica: il Pdl, ad esempio, sarebbe pronto a rinunciare a Filippo Candelise (attività produttive); l'Udc, invece, dovrebbe rinunciare all'assessore ai lavori pubblici Antonino Azzarà, per mantenere l'incarico da vicesindaco, oggi ricoperto da Angelo Monticelli. Un solo assessore, poi, dovrebbe toccare a FL, anche se proprio Migliori sostiene che questo partito non avrebbe diritto di cittadinanza in giunta perché non ha rappresentanza diretta nell'elettorato, essendo nato dalla scissione del Pdl. I rimanenti tre assessori, poi, sarebbero per Favilla. Che non vorrebbe rinunciare a Moreno Bruni, a Stefano Pierini, espressione di quella parte di Governare Lucca che ancora sostiene l'amministrazione comunale, e forse neppure a Marco Chiari. Certo è che se Favilla propone una giunta a 8 - 6 assessori subito, 2 in autunno - l'Udc non ci sta a rinunciare a un posto. Ugualmente, il Pdl - che ha 12 consiglieri - non vuole avere un solo uomo nell'amministrazione. In questo valzer di numeri, l'unico dato certo sembra essere che se Favilla comunicherà la nuova giunta prima dell'approvazione del bilancio di previsione, secondo i desiderata dei consiglieri comunali, senza rapportarsi con i partiti, perderà pezzi di maggioranza. La stessa Unione di centro potrebbe optare per un appoggio esterno, ritirando gli assessori (o l'assessore) dalla giunta. Decisioni definitive non sono state prese da nessuno. Ma il Pdl reclama incontri chiarificatori con Favilla. Idem l'Udc, in vista della riunione di lunedì, fissata per assumere una posizione ufficiale nei confronti dell'amministrazione. La decisione del tribunale del Riesame di annullare carcerazione preventiva e arresti domiciliari per i 5 indagati nell'inchiesta sui presunti legami fra tangenti e operazioni immobiliari, dunque, ha alleggerito il clima politico solo in apparenza. I fatti lo confermano: una parte della maggioranza non ha gradito il ritorno di Chiari in giunta, nonostante non ci siano impedimenti di legge a impedirgli di riprendere il suo posto. Con l'indagine ancora in corso, però, molti esponenti del centrodestra avrebbero preferito che il sindaco convincesse Chiari ad "autosospendersi". Poi ci sono i numeri: all'ultimo consiglio comunale, FL non ha approvato la delibera sulla Tia. Certo, non partecipando al voto, ha fatto sì che il quorum si abbassasse, ma questo non toglie che l'atto sia passato di misura: 17 sì contro 15 no, a conferma che la maggioranza non c'è più. Inoltre l'ex capogruppo del Pdl, Lido Fava, dichiara di essere pronto a passare all'opposizione se non si fa pulizia in giunta, cominciando con il rimuovere Pierami. Senza contare che i vertici del Pdl, a cominciare da Migliori, considerano il commissariamento del Comune come il male minore rispetto a un'amministrazione che non governa - per beghe interne e veti incrociati - da oltre un anno. Favilla, però, non sembra troppo preoccupato. Non è più in corsa contro il tempo: il governo ha prorogato al 31 agosto il termine per l'approvazione del bilancio di previsione e, quindi, ha ancora due mesi, e non 15 giorni, per cercare di trovare un'intesa. Può rimandare le decisioni, insomma. Che è poi quello che gli riesce meglio.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
