Italia
«È un rientro inopportuna»
Pd e Sel: l'ex superassessore doveva pensare a difendersi
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LUCCA. «Inopportuno». Secondo l'opposizione di centrosinistra, l'assessore Marco Chiari non doveva riprendere subito il suo posto a palazzo Orsetti. Anche se il tribunale del Riesame ha annullato l'ordinanza del gip che lo ha portato in carcere con l'accusa di corruzione, l'amministratore - a detta di Pd e Sel - avrebbe dovuto utilizzare la libertà ritrovata per difendersi e smontare l'impianto accusatorio a suo carico, invece che per rientrare in giunta.
Il centrodestra, invece, è meno esplicito. Si trincera dietro la formula - «è il sindaco che deve valutare la situazione - per non esprimersi sul reintegro dell'assessore più importante della giunta Favilla. Comunque, sia da destra che da sinistra, arrivano attestazioni di solidarietà al politico, indagato nell'ambito dell'inchiesta sul presunto intreccio fra tangenti (pagate anche sotto forma di incarichi professionali) e operazioni immobiliari.
«Il dato più rilevante della scarcerazione - esordisce Antonio Sichi, capogruppo di Sel - è che Chiari sia libero e che da persona libera ora cercherà di difendersi dalle accuse che gli vengono mosse. Io gli consiglio di perseguire questo obiettivo da privato cittadino, proprio come avevo consigliato al sindaco di dimettersi quando abbiamo appreso la notizia che era indagato per concorso in corruzione. Nessun amminitratore, infatti, dovrebbe trascinare la cirrà in tribunale». Questo ragionamento - prosegue Sichi - non punta a dimostrare «che gli indagati siano colpevoli, anzi. Vuole solo evidenziale l'inopportunità politica di rientrare in municipio senza prima aver chiarito la propria situazione». Proprio per questo - prosegue Alessandro Tambellini, capogruppo del Pd - è «inopportuno che l'assessore rientri in giunta. La decisione del tribunale del Riesame, infatti, non sposta di una virgola la questione politica e la nostra posizione rispetto a questa vicenda.
Vogliamo capire come sia possibile che il giorno dopo la scarcerazione - che sono contento anche personalmente sia stata concessa - Chiari sia di nuovo in municipio alla sua scrivania. Credo che il sindaco ci dovrà dare qualche spiegazione». Certo - conclude Tambellini - questa è una situazione «complicata e delicata. A maggior ragione, prima di qualsiasi provvedimento, ci sarebbe stato bisogno di una riflessione più attenta da parte del sindaco. Questo comportamento, invece, mi lascia del tutto senza parole».
Il centrodestra, invece, è meno esplicito. Si trincera dietro la formula - «è il sindaco che deve valutare la situazione - per non esprimersi sul reintegro dell'assessore più importante della giunta Favilla. Comunque, sia da destra che da sinistra, arrivano attestazioni di solidarietà al politico, indagato nell'ambito dell'inchiesta sul presunto intreccio fra tangenti (pagate anche sotto forma di incarichi professionali) e operazioni immobiliari.
«Il dato più rilevante della scarcerazione - esordisce Antonio Sichi, capogruppo di Sel - è che Chiari sia libero e che da persona libera ora cercherà di difendersi dalle accuse che gli vengono mosse. Io gli consiglio di perseguire questo obiettivo da privato cittadino, proprio come avevo consigliato al sindaco di dimettersi quando abbiamo appreso la notizia che era indagato per concorso in corruzione. Nessun amminitratore, infatti, dovrebbe trascinare la cirrà in tribunale». Questo ragionamento - prosegue Sichi - non punta a dimostrare «che gli indagati siano colpevoli, anzi. Vuole solo evidenziale l'inopportunità politica di rientrare in municipio senza prima aver chiarito la propria situazione». Proprio per questo - prosegue Alessandro Tambellini, capogruppo del Pd - è «inopportuno che l'assessore rientri in giunta. La decisione del tribunale del Riesame, infatti, non sposta di una virgola la questione politica e la nostra posizione rispetto a questa vicenda.
Vogliamo capire come sia possibile che il giorno dopo la scarcerazione - che sono contento anche personalmente sia stata concessa - Chiari sia di nuovo in municipio alla sua scrivania. Credo che il sindaco ci dovrà dare qualche spiegazione». Certo - conclude Tambellini - questa è una situazione «complicata e delicata. A maggior ragione, prima di qualsiasi provvedimento, ci sarebbe stato bisogno di una riflessione più attenta da parte del sindaco. Questo comportamento, invece, mi lascia del tutto senza parole».
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