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Lucca

Severa, carte alla Corte dei Conti

L’impianto di Severa
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L’impianto di Severa

La giunta Gaddi contraria al piano della società

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 CASTELNUOVO. «Il fatto che il Comune abbia votato contro al piano di Severa non è positivo, così come non lo è chiedere benefit. Non lo è per i lavoratori e potrebbe far perdere peso al Comune nella corsa alla presidenza della conferenza dei sindaci».  Questo l'attacco di Monti al quale ha risposto l'assessore Elena Picchetti che in questi mesi ha seguito da vicino la vicenda: «Mi dispiace annotare il cambio di rotta della minoranza che prima voleva la chiusura dell'inceneritore e ora appoggia il piano di Severa definendolo piccolo. Piccolo? Un investimento da 3milioni e 800mila euro per sostituire il forno, il cuore dell'impianto. Un piano che dal punto di vista tecnico finanziario non sta in piedi. L'impianto di Belvedere non ha ragione di esistere e i sindaci di centro sinistra vogliono coprire responsabilità evidenti ai cittadini e noi non ci stiamo - prosegue Picchetti - il piano prevede un finanziamento di 5 milioni di euro quando Severa è già esposta verso le banche per 10 milioni. La nostra posizione è chiara: Belvedere è irrilevante, anzi, i bilanci di Severa sono migliori con l'impianto chiuso. I sindaci non ci vogliono concedere una royalty? Ma i rifiuti transitano di qui e anche l'Ecocentro è a Castelnuovo. Il Cda ha perso potere, i sindaci si oppongono e allora noi andremo a gara. Abbiamo pagato 450mila euro di pendenze a Severa tra aprile e maggio e salderemo il debito che ci siamo trovati. Le responsabilità verranno fuori, abbiamo portato tutte le carte alla procura e alla Corte dei Conti». (l.d.)

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