Il Tirreno

Lucca

Progetti saltati, Valore chiederà i danni al Comune

Una riunione dell’ Associazione Parco di S. Anna
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Una riunione dell’ Associazione Parco di S. Anna

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LUCCA. Regolare l'operazione immobiliare di S. Anna. E anche quella dello stadio Porta Elisa. Se c'è qualcuno che ha subito un danno, semmai, è la società Valore di Prato che, per questo chiederà un risarcimento al Comune.  Le parole dell'avvocato Giuseppe Toscano, esperto di diritto amministrativo, non lasciano adito a dubbi: la società immobiliare di cui è stato amministratore l'architetto Giovanni Valentini (indagato per corruzione) pretenderà un risarcimento per aver potuto esercitare diritti maturati legalmente. Infatti, non le è stato permesso di costruire a S. Anna, in una zona di quasi 7 ettari, lungo viale Einaudi, un nuovo quartiere, con appartamenti, negozi, albergo e servizi vari.  Toscano, che collabora con l'avvocato Giulia Padovano alla difesa di Valentini, davanti al tribunale del Riesame ribadisce un concetto chiave della vicenda urbanistica che, a detta della Procura, si interccia con quella della corruzione: le richieste avanzate dall'ex amministratore di Valore erano basate su previsioni urbanistiche consolidate e approvate dal consiglio comunale. E non si baserebbero su dati falsi o falsati. LA DIFESA  «La sostanza della mia arringa - esordisce l'avvocato Tosscano - è questa: non escludo che, anche alla luce delle intercettazioni, ci possano essere state promesse, assegnazione maldestra di incarichi. Non voglio entrare nel merito del giudizio penale: se ci saranno responsabilità verranno accertate da un eventuale processo. Quello che, però, mi ha lasciato di stucco in questa vicenda, è l'architettura delle indagini che sembrano appiattite sugli esposti di movimenti politici (Governare Lucca) o comitati civici (quello di S. Anna). A mio avviso, infatti, anche i consulenti della Procura, professionisti preparati, nelle conclusioni non hanno tenuto conto di alcuni dati che avrebbero potuto acquisire solo parlando con l'architetto Maurizio Tani (ex dirigente all'urbanistica)». Fra questi, il fatto che il regolamento urbanistico alla base di tutto il contenzioso è stato approvato definitivamente nel 2004. Molto prima dei fatti contestati agli indagati. S. ANNA  Toscano riparte dalle date. Il regolamento urbanistico che prevede l'insediamento in viale Einaudi (sintetizzato nel Piano norma 5) è del 2004. Valore spa presenta il progetto nel 2005 e il piano viene adottato a giugno 2007. Quindi, scattano i 45 giorni di rito per la presentazione delle osservazioni: «Dall'interrogatorio del dirigente Tani, a mio avviso una persona preparata - specifica l'avvocato Toscano - si ricava che già nell'autunno dello stesso anno, erano pronte le controdeduzioni (elaborate dall'ufficio urbanistica del Comune) a queste osservazioni, 4 di cui tre, mi pare, arrivate anche fuori tempo massimo. Questo significa che il piano poteva tornare in consiglio comunale per l'approvazione definitiva». Invece, denuncia Toscano, non solo «il piano non è mai stato approvato in via definitiva, ma non c'è neppure un atto che giustifichi questo ritardo. E utilizzeremo proprio le dichiarazioni di Tani per chiedere i danni al Comune». VARIANTE  Una delle accuse mosse dalla Procura, riguarda i presunti falsi dati sulle superfici residenziali residue censite, in base ai quali è stata elaborata la variante di minima, adottata a gennaio 2011 per sbloccare l'attività edilizia. E riparare allo sforamento (nelle varie zone, le Utoe) dei limiti delle superfici residenziali (e quindi dei volumi) previsti dagli strumenti urbanistici vigenti. «In questo caso - sostiene Toscano - il problema nasce con una legge regionale sull'urbanistica male impostata, che non prevede meccanismi di autocontrollo dell'edificazione all'interno del regolamento urbanistico. Quindi, il superamento dei limiti, in un certo senso, deriva solo dall'applicazione delle previsioni». Ora - sintetizza Toscano - l'architetto Tani «inserisce tutti i numeri sullo sforamento e le superfici residue già nella relazione presentata al consiglio comunale nel 2008, sulla base della quale l'amministrazione decise di sospendere (per un anno) il rilascio di concessioni edlizie. E sulla base di questi stessi numeri, poi, si determina la varinte al piano strutturale» oggi oggetto di indagine da parte della Procura.  «A nostro avviso - riprende Toscano - la variante è legittima perché, secondo quanto prevede il regolamento regionale del 2007 sull'urbanistica, contempla nelle superfici residue anche quelle dei piani attuativi decaduti. Proprio come riporta l'avvocato Giuseppe Stancanelli in un parere redatto nel 2010 per il Comune».  In ogni caso - ammette Toscano - eventuali dubbi legittimi di comitati o associazioni «si potevano risolvere con un confronto sereno. O anche con ricorsi». La stessa via da percorrere nel caso in cui - insiste il legale - il Comune «non avesse tenuto in considerazione le osservazioni presentate dalla Regione alla variante dello stadio o alla variante al piano strutturale. Infatti, spetta al Comune controdedurre le osservazioni della Regione, non alla Procura». LO STADIO  Infine, anche sullo stadio, Toscano ribadisce che la mancanza di Via e Vas (valutazioni di impatto ambientale o valutazione strategica) al progetto «costituisce elemento di nullità, non di illiceità dell'atto. La variante, quindi, è regolare. E anche la concessione diretta alla Lucchese calcio, secondo il parere preliminare che ho preparato studiando la concessione fra Comune di Torino e Juventus. E sono ancora convinto che sia un'operazione legittima. Anche perché l'atto di concessione deve passare in aula, come fa presente sempre Tani in un interrogatorio. A mio avviso anche il master plan dello stadio, per una qustione di opportunità, avrebbe dovuto fare un passaggio in consiglio comunale, ma non sono questioni fondamentali. Lo è, invece - conclude Toscano - il fatto che un'inchiesta si basi su atti che non sono ancora completati e che, per decisione del consiglio comunale, potrebbero avere un esito diverso dall'impostazione data dalla giunta o dagli uffici».

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