Il Tirreno

Lucca

Favilla pronto a mollare, poi ci ripensa

Ilaria Bonuccelli
Favilla pronto a mollare, poi ci ripensa

La scarcerazione degli indagati per corruzione rilancia il suo mandato

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LUCCA. Stanco, forse. Deciso a mollare, per niente. Alla riunione di maggioranza, indetta per la conta dei voti, prima dell'arrivo in consiglio comunale di bilancio e delibere collegate, il sindaco appare determinato ad andare avanti. Fino alla fine del mandato. Sembra quasi che non abbia neppure ricordo delle confidenze alle quali si è lasciato andare poche ore prima: una sorta di ammissione, con i consiglieri comunali di opposizione, che non avrebbe retto fino a maggio. Che sarebbe rimasto solo per qualche mese, il tempo necessario a chiarire di non essere coinvolto nell'inchiesta della procura sul presunto intreccio fra mazzette pubbliche e operazioni immobiliari private.  Le elezioni anticipate, che allo stesso centrodestra nelle ultime due settimane non sembravano il male peggiore, improvvisamente si allontanano da palazzo Orsetti. Tutto merito della decisione del tribunale del Riesame che ha annullato le misure cautelari nei confronti di politici, funzionari, professionisti indagati per corruzione. In sostanza, il tribunale fiorentino rimette in libertà tutte le persone in carcere (come l'assessore Marco Chiari) o agli arresti domiciliari (come l'ex dirigente all'urbanistica, Maurizio Tani o l'ex presidente della commissione ambientale del Comune) e il sindaco riprende quota.  A maggior ragione, ora Favilla si sente autorizzato a ribadire il concetto espresso, poco dopo mezzanotte, ai consiglieri del centrosinistra: non ritirerà le varianti urbanistiche che consentiranno la costruzione di un nuovo quartiere a S. Anna e la trasformazione dello stadio in un centro polivalente, dotato anche di negozi, servizi, albergo. Al massimo le "congelerà", in attesa dell'esito dell'indagine della Procura. Per spiegare il percorso urbanistico che vuole seguire, Favilla sta redigendo un documento di linee guida che illustrerà in una lettera destinata a tutti i gruppi consiliari. Compresi quelli d'opposizione. Martedì sera, sembrava che questa comunicazione potesse essere inviata entro la fine della settimana, ma non è escluso che dopo la sentenza de Riesame, Favilla si voglia prendere anche un po' più di tempo.  Quello che, invece, non dovrebbe cambiare, è l'intenzione del sindaco di ricondurre al regolamento urbanistico del 2004 la responsabilità di tutti i problemi legati all'edificazione. In sostanza, Favilla spiega al centrosinistra, in una chiacchierata a palazzo Santini, che lui non ha responsabilità diretta nel superamento dei limiti di volume imposti per le varie zone dal piano strutturale perché quando si è insediato nel 2007 ha ereditato una situazione già compromessa. Di corto circuito edilizio.  In questo quadro, assume anche un altro significato la decisione che Favilla avrebbe preso di far annullare la commissione urbanistica convocata dal presidente Antonio Trapani per domani mattina alle 9,30. La riunione era stata sollecitata dall'ex sindaco Pietro Fazzi che aveva annunciato voto contrario a tutti gli atti dell'amministrazione (non solo il bilancio) fino a quando il sindaco non avesse ritirato le due varianti oggetto di accertamenti da parte della Procura. Ieri pomeriggio, però, Fazzi si è dimesso da consigliere comunale ed è uscito anche dal Pdl. Per cui il sindaco si può prendere il tempo che vuole per redigere le sue linee guida sull'urbanistica. E può anche concedersi il lusso di archiviare la richiesta di ritiro delle varianti.

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