Gioco
MISURE CAUTELARI
Il tribunale della Libertà deposita stamani l'ordinanza
◗
Chiari e Tani insieme allo stadio2 MINUTI DI LETTURA
LUCCA. I giudici del tribunale della Libertà di Firenze hanno già deciso, ma soltanto stamani depositeranno l'ordinanza sulle misure cautelari adottate nei confronti dei cinque arrestati nell'inchiesta sulla corruzione nella pubblica amministrazione. Soltanto allora si capirà se l'indagine che ha scosso i palazzi del potere potrà poggiare su solide fondamenta e avrà la forza di scoperchiare nuovi intrallazzi tra politica e affari oppure se l'inchiesta dovrà subire un stop e ripartire su basi nuove e con meno certezze di quando è iniziata. Da una parte il collegio difensivo che sostiene inesistenti i profili del reato di corruzione e del falso ideologico in atto pubblico contestato al dirigente comunale Maurizio Tani, dall'altra la procura che ritiene invece di aver messo le mani su un «sistema gelatinoso» con accordi sottobanco tra imprenditori, amministratori, funzionari pubblici e professionisti in grado di favorire, in cambio di utilità personali, l'interesse dei privati e nella fattispecie dell'immobiliarista Giovanni Valentini. Se il collegio del Riesame (presidente Bruno Maresca, a latere Paola Masi e il relatore Paola Palasciano) confermerà l'impianto accusatorio - pur attenuando le misure restrittive per tutti o per parte degli indagati - allineandosi alle decisioni del gip Simone Silvestri l'inchiesta sarà in grado di fare un salto di qualità. Se, viceversa, i giudici dovessero annullare l'ordinanza di custodia cautelare o revocare in toto le misure restrittive applicate a Marco Chiari, Maurizio Tani, Giovanni Valentini, Andrea Ferro e Luca Ruggi l'inchiesta subirebbe un brusco stop. E c'è anche qualcuno - come gli avvocati Enrico Marzaduri e Carlo Di Bugno, legali di Chiari e Tani - in caso di pronunciamento avverso che ricorrerà in Cassazione.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
