Il Tirreno

Lucca

«Se vuole lo stadio si deve riferire a Chiari»

Luca Tronchetti
«Se vuole lo stadio si deve riferire a Chiari»

Una microspia registra la conversazione dell'ingegnere, ora ai domiciliari per corruzione. È stata piazzata dalla Procura che indaga sui presunti legami fra tangenti e operazioni immobiliari che hanno portato all'arresto di politici, funzionari pubblici, imprenditori, professionisti. E all'accusa di concorso in corruzione per il sindaco, ieri irreperibile al telefono.

3 MINUTI DI LETTURA





LUCCA. Negare l'accordo con il "superassessore". Anche se «Valentini si deve riferire al Chiari, se vuole fare lo stadio». Una vicenda (e un intreccio) alla quale non sarebbe estraneo il sindaco perché «il Tani sa che c'era anche lui... che c'era in questa cosa». L'ingegner Andrea Ferro è nel suo studio. E parla con il padre, Gabriele, presidente del tribunale.

È il 19 maggio. Una microspia registra la conversazione dell'ingegnere, ora ai domiciliari per corruzione. È stata piazzata dalla Procura che indaga sui presunti legami fra tangenti e operazioni immobiliari che hanno portato all'arresto di politici, funzionari pubblici, imprenditori, professionisti. E all'accusa di concorso in corruzione per il sindaco, ieri irreperibile al telefono.

Il figlio racconta la sua vicenda al padre. «C'è un accordo con (Marco) Chiari, ma io dirò che non c'è accordo», dice l'ingegnere. Il giorno dopo, però, si dimette da presidente della commissione ambientale del Comune, chiamata a esprimere pareri sulle operazioni immobiliari previste in zone vincolate dal punto di vista paesaggistico. Il lungo confronto fra padre e figlio è nelle 35-40 pagine delle intercettazioni ambientali inserite nel fascicolo che la procura ha inviato al Riesame per avvalorare il contesto corruttivo nel quale, per l'accusa, si sarebbe mossa la pubblica amministrazione.

L'ingegnere riferisce al padre (che non rilascia dichiarazioni) l'esistenza di certi meccanismi sostenendo di essere «l'ultima ruota del carro» e al massimo di aver versato all'assessore Marco Chiari «500 euro per un lavoro che lui mi ha fatto fare». È il primo riferimento all'accordo. E alla vicenda che ruota attorno ai rapporti tra l'assessore Marco Chiari e l'immobiliarista Giovanni Valentini, ex socio di maggioranza della Lucchese, interessato all'operazione sul Porta Elisa più che alla squadra: «Il Valentini - dice Ferro al padre - se vuol fare lo stadio si deve riferire al Chiari se no non lo fa perchè Chiari gli coordina tutti gli uffici necessari». Nell'ufficio, però, Andrea Ferro fa un cenno anche al possibile ruolo svolto nella vicenda stadio-Valore dal sindaco Mauro Favilla: «Il Tani sa che c'era anche lui... che c'era in questa cosa». E parla, pure, degli incontri tra Chiari, l'ex dirigente all'urbanistica, Maurizio Tani (ai domiciliari) e il funzionario della Soprintendenza, Francesco Cecati (accusato di concorso in corruzione): «Quante volte si sono incontrati...quante volte hanno fatto tavoli tecnici».

Gabriele Ferro cerca di capire meglio la situazione del figlio. Per tranquillizzarlo gli spiega di aver contattato altri colleghi magistrati (non della Procura di Lucca) per confrontarsi sul caso. Ma per l'accusa il colloquio dell'intercettazione è la prova del patto tra istituzioni pubbliche (Chiari e Tani) e imprenditori privati (Valentini) per elargire favori in cambio di incarichi professionali. Per il procuratore Aldo Cicala e il sostituto Fabio Origlio, titolare dell'inchiesta, il patto, però, non sarebbe rimasto circoscritto nell'ambito del legittimo esercizio della discrezionalità amministrativa o delle scelte di programma, ma si sarebbe trasformato «in condotte illecite, contrarie ai doveri di fedeltà e imparzialità e al perseguimento esclusivo di interessi pubblici. Un sistema in grado di forzare la procedura amministrativa per superare ostacoli urbanistici o procedurali». Accuse respinte dalla difesa.

TUTTE LE CARTE DELL'INCHIESTA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La manifestazione

Firenze, oltre 2.000 studenti in corteo: «Se ci togliete il futuro noi vi blocchiamo il presente»

di Redazione Firenze