Attenzione
Ascom invita gli esercizi ad aspettare il termine del 2 luglio
Saldi anticipati, guerra interna tra i negozi del centro
B.A.
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LUCCA. Punti interrogativi (anche esclamativi) di dimensioni gigantesche, attaccati sulle vetrine dei negozi del centro così, senza dicitura alcuna. Ma il messaggio è chiaro: un invito a entrare perché, con quell'esclamazione in vetrina, cosa può nascondersi se non uno sconto o un'altra facilitazione? L'abitudine ormai è diffusa e tanti negozi del centro storico la stanno adottando: un modo per anticipare i saldi (che cominciano secondo la legge regionale sabato 2 luglio), offrendo ai clienti una chance in più per i ribassi. Secondo Vittorio Melecchi, presidente dei negozi di abbigliamento per Ascom, un comportamento del genere, da parte dei commercianti, è indice del «momento che stiamo attraversando, della crisi in cui versa il mercato. Non mi pare il caso di aprire una polemica con quei commercianti che hanno scelto di dare il via a saldi di fatto anticipati». Perché, sempre secondo Melecchi, si sta parlando di «un procedimento che parte da lontano: con l'arrivo nel centro storico delle grandi catene, che non hanno un rapporto diretto con il cliente, si è arrivati all'abitudine ai saldi anticipati. I negozi privati invece per tutto l'anno lavorano cercando di andare incontro al cliente. Credo solo che ci sia da resistere e aspettare che passi questo brutto periodo. Le catene hanno stravolto tutto, sarebbe meglio non andare loro dietro e a far partire i saldi il 2 luglio». Stesso invito che lancia anche Federico Lanza, presidente del centro commerciale naturale del centro storico di Ascom. Secondo il quale i saldi anticipati sono oltremodo dannosi per il cliente perché «chi li fa i soldi li guadagna lo stesso. Significa che più si anticipano i saldi, più la tendenza sarà ad aumentare i prezzi, questo i consumatori devono saperlo per rendersi conto che ci siano davvero oppure non vantaggi per loro nel fare acquisti di questo genere». E conclude che «i saldi anticipati non sono corretti. Ma le maglie della legge per il commercio sono larghe e qualcuno ci si infila».
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