Il Tirreno

Lucca

L’associazione Parco di Sant’Anna chiede spiegazioni e avanza l’ipotesi del danno erariale

Passerella, riparte l'attacco

Michele Citarella
Lo striscione comparso nelle ultime ore lungo la passerella sul Serchio
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Lo striscione comparso nelle ultime ore lungo la passerella sul Serchio

Dubbi sul rispetto delle norme urbanistiche per costruire l'opera

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 LUCCA. Avanzano l'ipotesi del danno erariale e chiedono verifiche sul fatto che la passerella ciclopedonale sul fiume Serchio, così come è stata realizzata, «risulti effettivamente corrispondente al regolamento urbanistico sui cui era stata basata la decisione del consiglio comunale quando l'intervento fu inserito nella programmazione dei lavori pubblici».  Sono i cittadini dell'associazione "Parco di Sant'Anna" a far sentire la loro voce, ancora più forte alla luce di quanto sta accadendo in città in materia di urbanistica e costruzioni.  L'associazione ha così presentato al Comune (settore urbanistica, difensore civico e polizia municipale) una richiesta di verifica di tutti gli aspetti di conformità urbanistica ed edilizia dell'opera, per evitare che possano emergere in seguito situazioni di irregolarità, di danni ambientali, erariali e giudiziari che ne ritarderebbero ancora più la conclusione.  Il sospetto sollevato dall'associazione è che i lavori non giungano a termine a causa di possibili irregolarità di fondo. E i cittadini ripongono molta fiducia nell'operato di questo gruppo di volontari che sta dedicando energie, competenza e tempo libero per difendere il quartiere.  Tra le osservazioni presentate dall'associazione Parco di Sant'Anna, quella più evidente riguarda le dimensioni. Viene spiegato che la passerella «appare realizzata in maniera smisuratamente invasiva del parco naturale del Serchio».  Un po' di storia. Il ponte ciclopedonale compare nel piano annuale 2004 delle opere pubbliche comunali, con un importo di 1,5 milioni di euro. Nel 2005, lo stesso ponte risulta nell'elenco delle opere pubbliche da realizzare: viene confermato il costo di 1,5 milioni di euro, da finanziarsi però con apporti "esterni" di capitale, sulla base del progetto preliminare che nel frattempo risulta formalmente approvato dalla giunta comunale. La stessa giunta, il 20 ottobre 2005 approva anche il progetto definitivo in cui si precisa che i lavori programmati rispettano esigenze, criteri, vincoli, indirizzi e indicazioni fissate nel progetto preliminare. Sorprende l'associazione che i costi «per la concreta realizzazione della passerella per il collegamento delle viabilità pedonali e ciclabili del parco fluviale del Serchio salga da 1,5 milioni a 2,9 milioni di euro, per poi salire ulteriormente (dopo il 2006) ad oltre 3 milioni».  Cosa chiede l'associazione. Data l'imponenza dell'opera, i costi che lievitano, l'impatto estetico sull'ambiente e precedenti contenziosi e accertamenti giudiziari, l'associazione Parco di Sant'Anna chiede di verificare se l'opera risponda effettivamente ai criteri del regolamento urbanistico e se questa non possa costituire una specifica e concreta situazione di danno erariale vista la spesa di soldi pubblici per le casse del Comune.  Dubbi tecnici. In particolare si chiedono chiarimenti sulle dimensioni delle rampe «smisurate nelle dimensioni rispetto alla loro funzione»; sulla sponda sinistra (lato S. Anna), «la rampa di accesso alla passerella devia dal tratto finale di via del Tiro a Segno, formando un percorso diverso da quello graficamente individuato». E poi: «la larghezza utile delle rampe supera i 350 cm, non rispettando il limite di 2,5 metri; i materiali utilizzati per la costruzione delle rampe sono probabilmente idonei alla costruzione di strada o ponte carrozzabile, ma potrebbero risultare eccedenti per una pista in un'area verde destinata al transito di soli cicli e pedoni. Con questi materiali è in dubbio, secondo l'associazione (dubbi già avanzati da Legambiente) il corretto inserimento della struttura nel paesaggio del parco fluviale. Secondo l'associazione, se si fosse rispettata la larghezza massima di 2,50 metri stabilita dal regolamento urbanistico, se i raccordi con la viabilità già esistente avessero confermato il percorso previsto dalle rispettive tavole del regolamento, se sul lato di Sant'Anna fossero stati impiegati materiali idonei ad un corretto inserimento nel paesaggio, l'opera sarebbe apparsa corrispondente sotto tutti i punti di vista.

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