Il Tirreno

Lucca

I TRE PROFESSIONISTI

Norci: «Una consulenza ottenuta grazie a Tani»

L’agronoma Elisabetta Norci non ha ricevuto un euro da Valentini per il progetto sul nuovo Porta Elisa
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L’agronoma Elisabetta Norci non ha ricevuto un euro da Valentini per il progetto sul nuovo Porta Elisa

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«Nell'estate del 2010 su incarico del Tani sono diventata consulente del Comune di Lucca ricevendo 4mila euro per la valutazione di sintesi per la ristrutturazione del Porta Elisa. Il dirigente comunale Tani? Lo incontravo negli uffici comunali». Sono le parole dell'agronoma Emanuela Norci, 55 aanni, di Pontedera, uno dei tanti professionisti incaricati dall'architetto Giovanni Valentini di redigere il Master Plan dello stadio. Presa a sommarie informazioni dal magistrato e dai carabinieri del reparto investigativo, la professionista rivela che il rappresentante della Valore ancora non le ha versato un euro: «La notula di 12mila euro non mi è mai stata saldata». Non è la sola. Perchè all'ingegner Riccardo Mattei di Bologna, altro professionista di Valentini ascoltato dal pm, è capitata identica sorte. L'architetto Mauro Ciampa, altro collaboratore esterno di Valentini, con studio professionale a Pisa ha raccontato al pm - sempre durante un'audizione in veste di persona informata dei fatti - che «ad aprile Valentini mi disse che non poteva parlare al telefono perchè era intercettato». 

Nel verbale di sommarie informazioni - depositato al tribunale del Riesame - l'ex patron della Lucchese, Giuliano Giuliani, sentito dai carabinieri e dal magistrato, ripercorre la storia della Lucchese sino agli ultimi accadimenti. «Ho conosciuto l'architetto Valentini dieci anni fa quando mi aggiudicai una gara d'appalto per la costruzione di immobili a S. Anna. Poi mi capitò di assistere alla presentazione del progetto per un nuovo stadio a Prato fatto da Valentini. Poichè l'allora presidente della Lucchese, Aldo Grassi, aveva manifestato l'intenzione di lasciare su invito dell'allora sindaco Fazzi iniziai a pensare di realizzare un nuovo stadio a S. Donato sul modello di quello di Prato. Con Valentini contattammo Grassi proponendogli prima una sponsorizzazione e poi di subentrare con una nuova società che avrebbe realizzato lo stadio. Venne creata la Società Sviluppo Sportivo e acquistati tutti i terreni dell'area in questione (70mila metri quadrati per un valore poco superiore a 2 milioni)». Era la stagione 2004-2005. Dopo aver ripercorso il crac Fouzi Hadj e l'iter della gestione dello Sporting, Giuliani parla dei suoi rapporti con Tagliasacchi: «È un amico. Sapevo che era favorevole al progetto stadio e appresi che Valentini si rivolse a lui per la vendita delle quote. Già in precedenza Valentini cercò di vendere il 40% al Consorzio Etruria e immagino che anche in quella circostanza possa aver interagito con Tagliasacchi».

L.T.

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