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Terigi: «All’assessore avrei dato una mediazione» se avesse locato lo spazio per il processo di Viareggio

«Fece lui il prezzo per l'affitto del capannone»

«Fece lui il prezzo per l'affitto del capannone»

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L'affitto del capannone - per ospitare l'incidente probatorio del processo sulla strage di Viareggio - poteva ammontare a 30-35mila euro al mese. Una mediazione, poi, sarebbe toccata all'assessore Marco Chiari. A confermarlo, in una deposizione del 17 giugno, è il proprietario del deposito, Alessandro Terigi, titolare dell'omonima concessionaria Audi, legato al politico da rapporti professionali, mai interrotti. Neppure dopo che Chiari, accusato di corruzione, era diventato assessore: lo dimostrano 4 operazioni.  

Case a San Macario.
È il primo contatto. Risale al 2006, quando Chiari ancora non era assessore. Da tecnico segue il contenzioso con un confinante di Terigi che sta costruendo appartamenti. «Volendo noi opporci al rilascio di tali permessii - conferma l'imprenditore - ci rivolgemmo a Chiari affinché depositasse delle osservazioni. Non so chi abbia redatto quelle osservazioni, se Chiari o qualcuno del suo studio. Una memoria, sempre redatta dallo studio Chiari, è stata depositata agli atti del processo (per le case di S. Macario)» nel quale è imputato l'ex dirigente all'urbanistica, Maurizio Tani. «Da quel momento - precisa Terigi - Chiari è diventato il mio professionista di riferimento». Chiari non è mai stato pagato perché non è andato a buon fine il progetto presentato anche da Terigi per costruire alcuni manufatti sul proprio terreno. 

Il capannone. A dicembre 2010, Chiari contatta Terigi per dirgli che «Il Comune aveva bisogno di uno spazio che serviva al tribunale e mi chiese se ero interessato a dare in affitto il capannone (un deposito di auto) di 1000 metri quadri. Si parlò di un affitto di 30-35mila euro al mese: fu Chiari a suggerire la cifra. Ovviamente se l'affare fosse andato a buon fine avrei riconosciuto a Chiari la mediazione, come avrei fatto con qualunque altro professionista».

Vendita di un terreno.
Chiari - dice Terigi alla Procura - si è occupato di contatti e compromesso di vendita di un terreno su cui realizzare un'esposizione di auto. Ma il preliminare - precisa Terigi - è subordinato «all'accoglimento delle osservazioni alla variante del piano regolatore e alla realizzazione di una rotonda su viale Europa». Di questo progetto, Chiari informa Terigi, avvertendolo che parte del «terreno potrebbe essere espropriato. Al momento Chiari non è stato retribuito per la sua opera».

La concessionaria.
L'assessore si sta occupando anche dell'adeguamento della concessionaria ma - precisa Terigi - la pratica «è formalmente intestata a Ruggi che da qualche mese collabora con Chiari (e con lui è accusato di concorso in corruzione, ndr). Per tali opere abbiamo corrisposto un acconto di 2000 più 5000 euro».

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