Il Tirreno

Lucca

Uno spiraglio per 150 lavoratori fra i siti di Castelvecchio e Bientina. Ma l’ultima parola dovrà dirla fra due giorni il giudice

Accordo per salvare lo scatolificio Corsonna

Barbara Antoni
I lavoratori del Corsonna
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I lavoratori del Corsonna

Si riparte con una sperimentazione di sei mesi: si lavorerà con i crediti di FidiToscana

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 CASTELVECCHIO. Sarebbe stato individuato il partner disponibile a rilevare le due sedi dello scatolificio Corsonna: quella di Castelvecchio e quella di Bientina, nel Pisano, per un totale di 150 lavoratori al momento in cassa integrazione. Con una condizione: che lo scatolificio riesca nel termine massimo di sei mesi a produrre un fatturato di un milione al mese.  Per questa operazione, è stato necessario un accordo, sottoscritto fra sindacati, azienda, Provincia, Regione e l'azienda ligure già proprietaria di aziende che fabbricano lo stesso prodotto del Corsonna intenzionata a rilevarlo.  L'accordo è stato siglato ieri pomeriggio, In sostanza, come spiega il delegato della Fistel Cisl Federico Fontanini, la sperimentazione prenderà il via grazie all'intervento di istituti di credito e di Fidi Toscana. Lo stabilimento dovrà ripartire, con la produzione e il giro di clienti: una prova del fuoco insomma per testare se si tratta di un sito produttivo con le carte in regola per apparire credibile agli occhi di una nuova proprietà.  Due le clausole poste allo scatolificio di Castelvecchio Pascoli (dove sono impiegati 89 addetti, mentre a Bientina sono 68) per essere considerato uno stabilimento "sostenibile" dalla nuova società: non realizzare perdite maggiori a 500mila euro nell'arco dei sei mesi di sperimentazione e raggiungere, entro il sesto mese, un fatturato mensile di un milione.  In prima battuta ripartirà il sito produttivo di Castelvecchio; che sarà seguito, nell'arco dei due mesi successivi, da quello di Bientina. Allo stato attuale, i lavoratori di entrambi gli stabilimenti si trovano in cassa integrazione (che ha preso il via ad aprile, dopo alcuni mesi di crisi in cui l'azienda è in pratica precipitata in caduta libera).  Rimane un'incognita, vale a dire il pronunciamento del giudice del lavoro (atteso per dopodomani), il quale dovrà esprimere un parere in merito alla richiesta di concordato conservativo (avanzata per mantenere strumenti e personale) a suo tempo per il Corsonna. «Bisogna verificare - spiega infatti il sindacalista - se il giudice esprimerà un parere sulla base delle carte già presentate o se ne richiederà altre. Se considererà come possibile un concordato conservativo o se riterrà di trasformarlo in fallimentare. Aspettiamo il suo pronunciamento. Da questo, di fatto, dipende il futuro dello scatolificio».  La ricerca di un nuovo partner è stata possibile grazie all'interessamento della Regione (richiesto dalla stessa Provincia), che ha messo in campo la sua task force per le aziende in crisi per salvare il Corsonna dalla chiusura.

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