Il Tirreno

Lucca

A Sorbano dalla Silicon Valley

Paola Taddeucci
L’incontro sul viaggio in Usa
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L’incontro sul viaggio in Usa

Missione per attrarre al Polo tecnologico imprese Usa

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 LUCCA. Dalla Silicon Valley a Sorbano. Non è un sogno, ma potrebbe diventare realtà l'insediamento di aziende californiane nel Polo tecnologico lucchese. Come potrebbero nascere nell'area ex Bertolli, forse già a partire dal 2012, nuovi spazi all'avanguardia, come gli Huckerspace e i Techhub, dove le persone, in particolare giovani, possono presentare e sviluppare i loro progetti. Luoghi e metodi che hanno creato il fenomeno Silicon Valley.  E' questo il risultato del viaggio effettuato nei giorni scorsi a San Francisco da una delegazione istituzionale che ha incontrato imprenditori dell'High tech e operatori finanziari. In California sono andati Roberto Camisi, segretario generale della Camera di commercio di Lucca e amministratore del Polo tecnologico; Francesco Bambini, assessore allo sviluppo economico della Provincia; Ugo Giurlani, amministratore delegato della Polis, in rappresentanza del Comune e Giovanni Polidori, manager del Polo tecnologico. Con loro gli avvocati Mary Fiona Stelfox e Giuseppe Antuofermo, consulenti per i rapporti internazionali con la California. A sostenere la missione con il proprio contributo è stata la Fondazione Cassa di Risparmio.  Nella sua strategia di marketing per attrare imprese innovative, il Polo tecnologico ha avviato e sviluppato contatti con ambienti imprenditoriali di San Francisco, alcuni dei quali rappresentati proprio dagli avvocati Stelfox e Antuofermo, interessati a considerare nuove localizzazioni per le loro attività in Europa.  Da qui l'idea del viaggio, durante il quale la delegazione si è incontrata con aziende e operatori specializzati nel campo del venture capital, presentando nel contempo caratteristiche e opportunità del Polo lucchese.  Il soggiorno - come è stato spiegato dai protagonisti in conferenza stampa - ha permesso, inoltre, di vedere da vicino una realtà dinamica straordinaria, fatta di giganti come Google, Apple, Yahoo, ma anche di Techhub e di esperienze come "Mind the bridge", associazione nata nel 2007 con l'obiettivo di individuare progetti italiani nel campo delle tecnologie e aiutarli a sbarcare nella Silicon Valley. Un mondo dove le idee sono riuscite e riescono a trasformarsi in imprese, anzi in colossi dell'alta tecnologia e dell'innovazione.  «Non è impossibile - hanno sottolineato i partecipanti - realizzare anche a Lucca una Silicon Valley in miniatura, visto che il Polo tecnologico lucchese offre strutture e infrastrutture all'avanguardia e una rete internazionale di relazioni e spazi fisici dove imprenditori sociali, creativi e professionisti possono accedere a risorse, lasciarsi ispirare dal lavoro di altri, avere idee innovative, sviluppare relazioni utili, individuare opportunità di mercato e costruire quel bagaglio di esperienze che li possono aiutare a cambiare la loro vita professionale».  Al momento non c'è ancora niente di definito, ma Camisi è ottimista. «I contatti avviati durante questo viaggio - ha detto il segretario della Camera di commercio - ci permettono di lavorare, ora, in due direzioni: da una parte riuscire a portare imprenditori nel Polo lucchese, dall'altra creare quegli spazi aperti, molto flessibili, a servizio soprattutto dei giovani e delle loro idee». E Camisi è sicuro di arrivare a questi obiettivi entro l'inizio del 2012.

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