Il Tirreno

Lucca

Su Prince è guerra con Umbria jazz

Su Prince è guerra con Umbria jazz

Il Summer festival annuncia il concerto, ma ancora non c'è la disponibilità dell'artista

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LUCCA. Giallo (con polemica) sull'arrivo di Prince a Lucca. Il promoter Mimmo D'Alessandro, organizzatore del Summer festival, annuncia che la pop star si dovrebbe esibire in piazza Napoleone il 16 luglio, al posto di Amy Winehouse che ha annullato il tour italiano. Ma Carlo Pagnotta, direttore artistico di Umbria jazz lo smentisce: Prince - assicura - sarà solo a Perugia il 15 luglio.  Contratto alla mano, Pagnotta cita che «fino a quando non saranno venduti 8.000 biglietti per il concerto di Umbria jazz, il manager italiano di Prince non può fissare altre date. Lo sa il manager di Prince, che, proprio per la clausola contenuta all'articolo 33 del contratto, non ha potuto neppure organizzare una serata in piazza San Marco a Venezia. E lo sa altrettanto bene, Mimmo D'Alessandro che con me ha parlato martedì pomeriggio». Perciò, insiste Pagnotta, D'Alessandro «ha fatto male ad annunciare che Prince sarà a Lucca, oltretutto citando anche dei dati falsi. Infatti, non è vero che Prince potrà tenere un altro concerto una volta venduti 6mila biglietti per la data di Perugia: la soglia da raggiungere è di 8mila. E questo era stato specificato nella telefonata di martedì, anche se poi l'indicazione è stata ignorata».  Secondo il direttore artistico di Umbria jazz, dunque, l'annuncio di D'Alessandro, oltre a non corrispondere a verità, avrebbe causato anche un danno alla prevendita per il concerto di Perugia: «Infatti, chi in Toscana e soprattutto in vacanza in Versilia si andrebbe a comprare un biglietto per Umbria jazza, sapendo che Prince il giorno dopo si esibisce a Lucca?». In ogni caso - sottolinea Pagnotta - non appena «avremo raggiunto gli 8mila biglietti, Prince si può esibire dove vuole in Italia. Anche a un chilometro e mezzo da Perugia». Questa soglia, però, sostiene l'imprenditore, ancora non è stata raggiunta: nonostante le tante prenotazioni, dice, venerdì «non eravamo neppure a quota 6mila biglietti venduti effettivamente». Considerando, quindi, che siamo a fine mese, anche se arrivasse la liberatoria per la seconda data di Prince, il Summer festival non avrebbe molto tempo per piazzare i biglietti. Perciò, D'Alessandro deve cominciare a pensare anche a un'alternativa, per quanto non consideri ancora conclusa la trattativa per Prince. «Sulla polemica sollevata da Pagnotta - replica D'Alessandro - non voglio rilasciare commenti. Preferisco lasciare parlare i fatti e il cartellone. Non voglio certo cadere nella trappola che mi ha teso. Anche perché non voglio che utilizzi me e il Summer festival per farsi pubblicità, in modo da svegliare la prevendita che anche per Prince sta andando a rilento».  In sostanza, al momento D'Alessandro preferisce stare alla finestra a guardare. Limitandosi a ricordare a Pagnotta che in più di un'occasione gli ha "venduto" artisti, anche all'ultimo momento, quando ha avuto cancellazioni e si è trovato in difficoltà. Il direttore di Umbria jazz conferma questo fatto anche se tiene a precisare «che la prevendita di Prince è partita da poche settimane, visto che abbiamo concluso l'accordo e lo abbiamo anniunciato solo a fine maggio». Così la guerra a distanza fra i due festival continua. Con Pagnotta indispettito dall'osservazione di D'Alessandro che si chiede perché a Perugia ospitino artisti pop all'interno di Umbria jazz. «La risposta è semplice: ospitiamo artisti pop quando ne vale la pena. Abbiamo cominciato nel 1987, quando invitammo Sting a suonare con la Gil Evans orchestra. E da allora abbiamo continuato in occasioni particolari».

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