La manifestazione
La Lucchese a due passi dal baratro
Luca Tronchetti
L’ex patron Giuliano Giuliani al lavoro nel tentativo di risolvere entro giovedì una situazione che appare disperata. Serve un milione e 600mila euro per salvare i rossoneri dall'onta dei dilettanti
2 MINUTI DI LETTURA
Volge ormai all'epilogo l'«affaire» Lucchese. Presi altri due punti di penalizzazione (e sono quattro) per il mancato versamento degli emolumenti dei mesi di febbraio, marzo e aprile del 2010 (230mila euro) la settimana che va ad iniziare sarà decisiva per le sorti del club.
Le vicende giudiziarie che hanno portato all'arresto dell'azionista di maggioranza (Giovanni Valentini, responsabile dell'immobiliare Valore di Prato), l'avvento dell'immobiliare Nice di Genova che ad oggi non ha effettuato versamenti di sorta (aveva presentato dei titoli a garanzia per 500mila euro che il Banco di Lucca e gli altri istituti di credito locali per ora hanno rifiutato) e la presa di posizione dei sindaci revisori che ritengono invalido il contratto per il passaggio di proprietà da Valore a Nice, non fanno altro che allontanare la Lucchese dall'iscrizione al campionato professionistico 2011-2012.
La confusione regna sovrana e di soldi ad oggi nemmeno l'ombra. Per salvare i rossoneri dall'onta dei dilettanti (sarebbe la seconda volta in tre anni, un record negativo) serve un milione più la fideiussione da 600mila euro. Un'operazione difficile, forse impossibile. L'unico che ancora non ha perso le speranze di evitare la messa in liquidazione della società è l'ex patron Giuliano Giuliani. Il socio di minoranza, nonostante gli attacchi dell'amministratore unico Giuseppe Bulleri e della Nice che lo invitano a presentarsi all'assemblea dei soci per revocare il diritto di prelazione o rilanciare la sfida e prendersi l'intero pacchetto azionario, sta continuando a trattare con due imprenditori: un costruttore romano (probabilmente Alberto Gianni, ex presidente della Ternana dal 1997 al 1999) e un albergatore milanese.
E forse avrebbe trovato pure uno sponsor in grado di pagare i contributi previdenziali di quattro mensilità (gennaio, febbraio, marzo e aprile) entro il 30 giugno che eviterebbero altri due punti di penalizzazione (Lucchese a -6). Ma serve ancora denaro fresco per evitare che l'8 luglio la Co.Vi.Soc. non ammetta i rossoneri al campionato di Lega Pro Uno per inadempimenti societari. In questo caos assoluto il diesse Paolo Giovannini è riuscito a risolvere a favore della Lucchese le comproprietà dei portieri Pennesi e Lenzi, ha riscattato dall'Empoli il terzino Baldanzeddu, ha lasciato il laterale Vannucci alla Carrarese e soprattutto ha ceduto a titolo definitivo il difensore Enrico Pezzi alla Triestina incamerando altri 40mila euro per la società rossonera che vanta crediti in Lega per oltre 400mila euro.
Le vicende giudiziarie che hanno portato all'arresto dell'azionista di maggioranza (Giovanni Valentini, responsabile dell'immobiliare Valore di Prato), l'avvento dell'immobiliare Nice di Genova che ad oggi non ha effettuato versamenti di sorta (aveva presentato dei titoli a garanzia per 500mila euro che il Banco di Lucca e gli altri istituti di credito locali per ora hanno rifiutato) e la presa di posizione dei sindaci revisori che ritengono invalido il contratto per il passaggio di proprietà da Valore a Nice, non fanno altro che allontanare la Lucchese dall'iscrizione al campionato professionistico 2011-2012.
La confusione regna sovrana e di soldi ad oggi nemmeno l'ombra. Per salvare i rossoneri dall'onta dei dilettanti (sarebbe la seconda volta in tre anni, un record negativo) serve un milione più la fideiussione da 600mila euro. Un'operazione difficile, forse impossibile. L'unico che ancora non ha perso le speranze di evitare la messa in liquidazione della società è l'ex patron Giuliano Giuliani. Il socio di minoranza, nonostante gli attacchi dell'amministratore unico Giuseppe Bulleri e della Nice che lo invitano a presentarsi all'assemblea dei soci per revocare il diritto di prelazione o rilanciare la sfida e prendersi l'intero pacchetto azionario, sta continuando a trattare con due imprenditori: un costruttore romano (probabilmente Alberto Gianni, ex presidente della Ternana dal 1997 al 1999) e un albergatore milanese.
E forse avrebbe trovato pure uno sponsor in grado di pagare i contributi previdenziali di quattro mensilità (gennaio, febbraio, marzo e aprile) entro il 30 giugno che eviterebbero altri due punti di penalizzazione (Lucchese a -6). Ma serve ancora denaro fresco per evitare che l'8 luglio la Co.Vi.Soc. non ammetta i rossoneri al campionato di Lega Pro Uno per inadempimenti societari. In questo caos assoluto il diesse Paolo Giovannini è riuscito a risolvere a favore della Lucchese le comproprietà dei portieri Pennesi e Lenzi, ha riscattato dall'Empoli il terzino Baldanzeddu, ha lasciato il laterale Vannucci alla Carrarese e soprattutto ha ceduto a titolo definitivo il difensore Enrico Pezzi alla Triestina incamerando altri 40mila euro per la società rossonera che vanta crediti in Lega per oltre 400mila euro.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
