Sicurezza
A giudizio due capi dell'azienda
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La cisterna dellincidente Due operai riportarono ustioni rischiando la vita
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LUCCA. Il 26 agosto 2010 due operai furono ricoverati in prognosi riservata al centro grandi ustionati di Pisa per ustioni su varie parti del corpo in seguito allo scoppio avvenuto in un serbatoio contenente idrocarburi che stavano riparando nell'officina Paterni Manutenzioni a Coselli. Per quel grave infortunio sul lavoro - accaduto a Cristian Di Fronzo, 35 anni, di Coselli e Luca Donati, 21 anni, di Carignano, ricoverati a lungo e per un periodo in pericolo di vita - il sostituto procuratore Salvatore Giannino ha citato a giudizio per lesioni personali colpose gravi e permanenti in violazione della prevenzione degli infortuni sul lavoro Alessandro e Mariano Pellegrini, di 41 e 69 anni residenti a Capannori, il primo come presidente del cda della Paterni Manutenzioni e preposto alla gestione tecnica, il secondo come responsabile di vigilanza e coordinamento dei lavoratori. Alessandro Pellegrini già nel 2005 era stato condannato per lesioni gravissime per un analogo incidente su una cisterna dello stesso stabilimento di via Stipeti a Coselli causato, anche in quel caso, dall'assenza di valutazione dei rischi e dall'omissione di addestramento degli operai. I FATTI Di Fronzo, da sette anni dipendente dell'azienda, era incaricato di riparare un semirimorchio di un'azienda livornese usato per trasportare sostanze bituminose. Con lui c'era Luca Donati, assunto da otto mesi. Dovevano esaminare il serbatoio lungo dieci metri. Individuata la falla, i due operai specializzati decisero di intervenire entrando nella cisterna e iniziando a saldare. Ma qualcosa non andò per il verso giusto e ci fu un' esplosione. I due operai furono aiutati ad uscire da un compagno e una volta fuori soccorsi e trasportati in ospedale, poi trasferiti a Pisa. L'INCHIESTA Per la procura i responsabili della Paterni consentirono ai due operai di accedere al serbatoio in assenza di qualsiasi protezione e respirazione assistita senza prevedere la presenza di un altro lavoratore alla sommità della cisterna o la presenza di strumenti di sollevamento dei lavoratori in caso di emergenze. Sempre per l'accusa, Di Fronzo e Donati non sarebbero mai stati addestrati sulle procedure da seguire nelle lavorazioni e in assenza di ogni procedura operativa. Per questo i due operai riportarono lesioni gravissime. MISURE DI SICUREZZA Nella citazione a giudizio il magistrato individua, tra gli altri, inadempimenti in materia di sicurezza come l'assenza di cinture di sicurezza con corda di adeguata lunghezza di cui devono essere muniti i lavoratori che entrano in spazi chiusi e stretti (serbatoi, cisterne) e di apparecchi per la respirazione in presenza di gas nocivi.
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