Il dolore
Ritirare le varianti urbanistiche senza più indugi
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Uno striscione contro il cemento a S. AnnaFazzi: «Emerge che i contenuti delle delibere fossero vincolati a richieste e pattuizioni precise»
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LUCCA. Revoca delle varianti urbanistiche, al centro dell'inchiesta sulla corruzione, senza ulteriori indugi. Pietro Fazzi, vicecapogruppo del Pdl, si meraviglia del fatto che a dieci giorni dalla sua richiesta ufficiale di cancellare quegli atti ancora non si sia mosso nulla. «La mia richiesta di revoca - dice l'ex sindaco - più che come una "strana pretesa" dovrebbe essere avverita come un atto dovuto, necessario a ripristinare il rapporto di lealtà fra sindaco-giunta da una parte e consiglio comunale. Eppure, o si fanno orecchie da mercante o si fraintende la proposta che ho consegnato al sindaco alle 16,45 del 16 giugno e, per conoscenza, anche al presidente del consiglio comunale, Franco Fabbri». Che, a sua volta, poco gradisce l'ultimatum di Fazzi: o il sindaco revoca le varianti urbanistiche o non voterà il bilancio di previsione, cercando di trascinare con sé il maggior numero possibile di consiglieri del centrodestra. «Da quanto emerge dall'inchiesta - insiste Fazzi - appare inoppugnabile che i contenuti di quelle delibere fossero vincolati a richieste e pattuizioni precise. E se, come ripetuto pià volte, il sindaco è estraneo alla vicenda, non si vede perché dovrebbe lasciar stare tutto come sta, ratificando così comportamenti discutibili o, comunque, non trasparenti. L'esigenza di un rinnovato rapporto di fiducia fra città e amministrazione reclamano una scelta in questo senso».
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