Il dolore
«Sì, papà, qualcosina gli ho dato»
Ilaria Bonuccelli
Ecco come Andrea Ferro descriveva i rapporti con Chiari al padre, presidente del tribunale
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«Sì, qualcosina gli ho dato». A titolo di «riconoscimento». Di «commissione». La trama emergerebbe lentamente, parola dopo parola. Nel colloquio, difficile, fra padre e figlio. Il padre, Gabriele Ferro, presidente del tribunale, ascolta; il figlio, Andrea Ferro, ingegnere, dal 15 giugno ai domiciliari, racconta. Parla del rapporto con l'assessore Marco Chiari e delle percentuali che gli avrebbe riconosciuto sugli incarichi ottenuti grazie alla sua intercessione. Andrea Ferro sa già di essere indagato. E la conversazione, intercettata nell'ufficio dell'ingegnere, assume i contorni di una "confessione" secondo la Procura che da circa un anno investiga sul presunto legame fra mazzette (anche sotto forma di incarichi) e cemento che ha portato, fra l'altro, all'arresto di Chiari e del dirigente dell'urbanistica del Comune, l'architetto Maurizio Tani (ora ai domiciliari).
Con le "ammissioni" contenute nella conversazione del 19 maggio, lunedì la Procura, al tribunale del Riesame, difenderà l'impianto accusatorio secondo il quale a Lucca sarebbe esistita una "cricca" di politici, professionisti e funzionari pubblici che avrebbe lavorato per favorire le operazioni immobiliari del gruppo Valore. In cambio, la cricca avrebbe ottenuto tangenti, anche sotto forma di incarichi professionali. Esattamente il contrario di quello che sostiene la difesa degli indagati che esclude l'esistenza di un sistema di corruzione. A oggi il dato certo è, dopo la conversazione del 19 maggio, l'ingegner Ferro si dimette da presidente del comitato ambientale del Comune, l'organismo che esprime parere sulle operazioni immobiliari previste in zone sottoposte a vincolo paesaggistico. Certo è pure che quella del 19 maggio non è la prima conversazione intercettata nell'ufficio del professionista.
Conversazione dell'11 maggio.
Andrea Ferro:..«Cioè io son sereno». Gabriele Ferro: «Ascolta me. Io credo... ho fatto questo colloquio sono contento di esserci riuscito perché lungo l'autostrada telefonavo... non trovavo nessuno. Per fortuna ci son andato e io credo di aver ricavato degli spunti sufficientemente tranquillizzanti. Non ci si deve preoccupare perché può succedere... Hai gli argomenti forti per spiegare che il sospetto, che si può avere, può essere legittimo, è un sospetto che non sta in piedi perché tu non sei un intrallazzatore, un terminale dell'intrallazzo coinvolto con...» Andrea Ferro: «Anche perché su un progetto come quello dello stadio..» Gabriele Ferro: «...deve emergere che tu non hai avuto nessuna altra ambi (ambizione), nessun altro incarico grazie al Chiari». Andrea Ferro: «No, no. Se m'hanno intercettato è roba di Sistema Ambiente (un incarico per trattare l'affitto di un terreno per la spa dei rifiuti, ndr). Premesso che io di Sistema Ambiente non c'ho nessun incarico scritto, non c'ho nulla, mi sto ponendo visto che il 18 c'è l'incontro per fare questa cosa qui mi sto ponendo il dubbio se farla o meno. A me possono dire: te hai avuto contatti, hai avuto un lavoro di là. Gli dico: non ho avuto nulla! Perché io, per quanto possa sperare di prende' dei lavori poi'sti lavori di fatto non ci sono. Sì io ho fatto un lavoro, eh». Gabriele Ferro: «E hai dato... dato dei riconoscimenti a coso...». Andrea Ferro: «Magari qualcosina papà...e che Marco (Chiari ndr) poi è stupidooo? Perché (Chiari diceva, ndr) Andrea t'ha pagato? T'ha pagato? T'ha pagato? Ma io la risposta su quella cosa lì era che io chiamavo Marco, che comunque è una persona che conosceva questa gente. Lo chiamavo per dirgli: Marco, guarda che questi qui, visto che li conosci meglio... quando li vedi gli dai un... un.. li solleciti un attimo? Però non è mai venuto fuori dalle telefonate». Gabriele Ferro: «Però adesso è chiaro che, tolto lo stadio, poi di cose importanti pregresse c'è solo Sistema Ambiente». Andrea Ferro: «...di (Sistema) Ambiente che è una faccenda che non so se ci può essere qualche intercettazione su... Ma io poi al telefono mi piglia in casi gli strizzotti perché parla. E te non gli puoi neanche dì: "Ma stai zitto". Per cui stai lì e dico "Va bene poi tanto ci si vede". Gabriele Ferro: «Anche chiusura e perfettamento dei rapporti proprio con furbizia, eh?». Andrea Ferro: «Assolutamente. Cioè io ripeto che cosa traffichi non lo so, ma non lo sospetto neanche. Cioè è una persona che si dà da fare, concreto, che vuol portare avanti le cose. Poi come lo faccia io questo non lo so perché io poi non sono mai stato ai tavoli importanti. Cioè, io con Valentini gli ho dato una mano: ho fatto uno studio di fattibilità se poteva fare l'intervento qui a San Donato. I pagamenti sono 2009 e 2010. Due fatture. E quelle però: ho fatto un grosso studio... quello è un lavoro abbastanza grosso che s'è fatto». Gabriele Ferro: «Sì ma ci sono voci di.. diciamo di concessioni di cose illecite... Qui parliamo di corruzione, corruzione significa promettere o dare qualche cosa per avere un provvedimento che non si può fare... questo è discorso penale... questo è quello che è. Tu fai una cosa, così ne parli nella tua memoria... e dici che...». Andrea Ferro: «No. io gli do tutti questi tutti questi elenchi di clienti. Poi guarda sono di uno stressato. Ma più che altro è per l'immagine capito?! Io son tranquillo: sarebbe grave che venissi condannato per avé fatto niente. Sembra una follia. Però non ho voglia neanche di fammi fa dieci anni. Sai, Marco è abituato». Gabriele Ferro: «Ha un altro stomaco lui». Andrea Ferro: «Ma io ci piglio un infarto. Io sto perdendo un chilo al giorno per questo affare. Io sono una persona corretta un mi ci voglio neanche trovà in queste cose qui». Gabriele Ferro: «Io direi che... un passo che farei abbastanza alla svelta così....». Andrea Ferro: «È roba di novembre... che eran già con l'intercettazioni... perché comunque il passaggio di denaro è una cosa che secondo me è sempre bene... però dico qualora emergesse m'ero preparato. Dico, tuttora, se a me una persona mi fa avè, io gli sono riconoscente nel rispetto del fisco, nel rispetto di tutto, e naturalmente sapendo che è un lavoro dove ci guadagno meno. Però, mai mi è stato detto da Marco (Chiari ndr) fai questo lavoro e mi paghi, mai. Questo, mai, mai, mai Marco m'ha detto: "Ti do questo lavoro e mi dai qualco..." mai. Sono io che in tutte le cose... vendi una casa, fai una cosa... dai una è tutto, è tutto così. Poi nel 2010 c'è quella fattura di Sistema Ambiente ma non c'è nessun incarico firmato, non c'è nulla». Gabriele Ferro: «A parte quello, a parte quello non ci sono mica atti della la pubblica amministrazione sotto denuncia...». Andrea Ferro: «Non lo so. Questo spero di no, però anche lì Marco (Chiari ndr)... il problema è questo: Marco con il suo lavoro, con il suo lavoro e basta, probabilmente... no essendo dieci ore al giorno in Comune, lui non non ce la fa a guadagnà quali cifre... per cui può darsi che lui, avendo le possibilità, dispensi incarichi... gli riconosci una commissione e questo è lecito. È chiaro che se te mi fai fare un lavoro pubblico dove per fare quel lavoro il professionista deve fare una gara di prezzo e invece riesce a farla in barba a quella gara, va beh. Quella è un'altra cosa... uno dice guarda c'ho questo lavoro che io non posso fare perché sono incompatibile, perché Marco (Chiari) non può farlo: te ne occupi te? Non la vedo neanche una cosa così folle». Così parlavano l'11 maggio 2010 figlio e padre. Con una conversazione ripresa, poi, una settimana dopo, il 19 maggio.
Con le "ammissioni" contenute nella conversazione del 19 maggio, lunedì la Procura, al tribunale del Riesame, difenderà l'impianto accusatorio secondo il quale a Lucca sarebbe esistita una "cricca" di politici, professionisti e funzionari pubblici che avrebbe lavorato per favorire le operazioni immobiliari del gruppo Valore. In cambio, la cricca avrebbe ottenuto tangenti, anche sotto forma di incarichi professionali. Esattamente il contrario di quello che sostiene la difesa degli indagati che esclude l'esistenza di un sistema di corruzione. A oggi il dato certo è, dopo la conversazione del 19 maggio, l'ingegner Ferro si dimette da presidente del comitato ambientale del Comune, l'organismo che esprime parere sulle operazioni immobiliari previste in zone sottoposte a vincolo paesaggistico. Certo è pure che quella del 19 maggio non è la prima conversazione intercettata nell'ufficio del professionista.
Conversazione dell'11 maggio.
Andrea Ferro:..«Cioè io son sereno». Gabriele Ferro: «Ascolta me. Io credo... ho fatto questo colloquio sono contento di esserci riuscito perché lungo l'autostrada telefonavo... non trovavo nessuno. Per fortuna ci son andato e io credo di aver ricavato degli spunti sufficientemente tranquillizzanti. Non ci si deve preoccupare perché può succedere... Hai gli argomenti forti per spiegare che il sospetto, che si può avere, può essere legittimo, è un sospetto che non sta in piedi perché tu non sei un intrallazzatore, un terminale dell'intrallazzo coinvolto con...» Andrea Ferro: «Anche perché su un progetto come quello dello stadio..» Gabriele Ferro: «...deve emergere che tu non hai avuto nessuna altra ambi (ambizione), nessun altro incarico grazie al Chiari». Andrea Ferro: «No, no. Se m'hanno intercettato è roba di Sistema Ambiente (un incarico per trattare l'affitto di un terreno per la spa dei rifiuti, ndr). Premesso che io di Sistema Ambiente non c'ho nessun incarico scritto, non c'ho nulla, mi sto ponendo visto che il 18 c'è l'incontro per fare questa cosa qui mi sto ponendo il dubbio se farla o meno. A me possono dire: te hai avuto contatti, hai avuto un lavoro di là. Gli dico: non ho avuto nulla! Perché io, per quanto possa sperare di prende' dei lavori poi'sti lavori di fatto non ci sono. Sì io ho fatto un lavoro, eh». Gabriele Ferro: «E hai dato... dato dei riconoscimenti a coso...». Andrea Ferro: «Magari qualcosina papà...e che Marco (Chiari ndr) poi è stupidooo? Perché (Chiari diceva, ndr) Andrea t'ha pagato? T'ha pagato? T'ha pagato? Ma io la risposta su quella cosa lì era che io chiamavo Marco, che comunque è una persona che conosceva questa gente. Lo chiamavo per dirgli: Marco, guarda che questi qui, visto che li conosci meglio... quando li vedi gli dai un... un.. li solleciti un attimo? Però non è mai venuto fuori dalle telefonate». Gabriele Ferro: «Però adesso è chiaro che, tolto lo stadio, poi di cose importanti pregresse c'è solo Sistema Ambiente». Andrea Ferro: «...di (Sistema) Ambiente che è una faccenda che non so se ci può essere qualche intercettazione su... Ma io poi al telefono mi piglia in casi gli strizzotti perché parla. E te non gli puoi neanche dì: "Ma stai zitto". Per cui stai lì e dico "Va bene poi tanto ci si vede". Gabriele Ferro: «Anche chiusura e perfettamento dei rapporti proprio con furbizia, eh?». Andrea Ferro: «Assolutamente. Cioè io ripeto che cosa traffichi non lo so, ma non lo sospetto neanche. Cioè è una persona che si dà da fare, concreto, che vuol portare avanti le cose. Poi come lo faccia io questo non lo so perché io poi non sono mai stato ai tavoli importanti. Cioè, io con Valentini gli ho dato una mano: ho fatto uno studio di fattibilità se poteva fare l'intervento qui a San Donato. I pagamenti sono 2009 e 2010. Due fatture. E quelle però: ho fatto un grosso studio... quello è un lavoro abbastanza grosso che s'è fatto». Gabriele Ferro: «Sì ma ci sono voci di.. diciamo di concessioni di cose illecite... Qui parliamo di corruzione, corruzione significa promettere o dare qualche cosa per avere un provvedimento che non si può fare... questo è discorso penale... questo è quello che è. Tu fai una cosa, così ne parli nella tua memoria... e dici che...». Andrea Ferro: «No. io gli do tutti questi tutti questi elenchi di clienti. Poi guarda sono di uno stressato. Ma più che altro è per l'immagine capito?! Io son tranquillo: sarebbe grave che venissi condannato per avé fatto niente. Sembra una follia. Però non ho voglia neanche di fammi fa dieci anni. Sai, Marco è abituato». Gabriele Ferro: «Ha un altro stomaco lui». Andrea Ferro: «Ma io ci piglio un infarto. Io sto perdendo un chilo al giorno per questo affare. Io sono una persona corretta un mi ci voglio neanche trovà in queste cose qui». Gabriele Ferro: «Io direi che... un passo che farei abbastanza alla svelta così....». Andrea Ferro: «È roba di novembre... che eran già con l'intercettazioni... perché comunque il passaggio di denaro è una cosa che secondo me è sempre bene... però dico qualora emergesse m'ero preparato. Dico, tuttora, se a me una persona mi fa avè, io gli sono riconoscente nel rispetto del fisco, nel rispetto di tutto, e naturalmente sapendo che è un lavoro dove ci guadagno meno. Però, mai mi è stato detto da Marco (Chiari ndr) fai questo lavoro e mi paghi, mai. Questo, mai, mai, mai Marco m'ha detto: "Ti do questo lavoro e mi dai qualco..." mai. Sono io che in tutte le cose... vendi una casa, fai una cosa... dai una è tutto, è tutto così. Poi nel 2010 c'è quella fattura di Sistema Ambiente ma non c'è nessun incarico firmato, non c'è nulla». Gabriele Ferro: «A parte quello, a parte quello non ci sono mica atti della la pubblica amministrazione sotto denuncia...». Andrea Ferro: «Non lo so. Questo spero di no, però anche lì Marco (Chiari ndr)... il problema è questo: Marco con il suo lavoro, con il suo lavoro e basta, probabilmente... no essendo dieci ore al giorno in Comune, lui non non ce la fa a guadagnà quali cifre... per cui può darsi che lui, avendo le possibilità, dispensi incarichi... gli riconosci una commissione e questo è lecito. È chiaro che se te mi fai fare un lavoro pubblico dove per fare quel lavoro il professionista deve fare una gara di prezzo e invece riesce a farla in barba a quella gara, va beh. Quella è un'altra cosa... uno dice guarda c'ho questo lavoro che io non posso fare perché sono incompatibile, perché Marco (Chiari) non può farlo: te ne occupi te? Non la vedo neanche una cosa così folle». Così parlavano l'11 maggio 2010 figlio e padre. Con una conversazione ripresa, poi, una settimana dopo, il 19 maggio.
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