Attenzione
Tariffe, voto e scontro rimandato
Il. Bo.
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Franco Fabbri Fissato un consiglio in "seconda convocazione" valido con 14 presenti
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LUCCA. Voto rimandato sulle tariffe. La maggioranza (senza numeri) prende tempo: rinvia la votazione alla prossima settimana. A un consiglio comunale indetto in "seconda convocazione", in modo che basti la presenza di 14 componenti a renderlo valido e ancora meno voti (8) per far passare le delibere su Ici, Cosap, Tia e dintorni. Ma se l'escamotage serve a evitare uno scontro diretto immediato tra forze del centrodestra, non risolve i problemi di maggioranza. Anzi. Il presidente del consiglio comunale, Franco Fabbri, esponente storico del Pdl, avverte i colleghi che queste delibere devono essere approvate con 21 voti, gli stessi che saranno necessari per far passare il bilancio di previsione, evitando una fine anticipata del mandato. Il capogruppo dell'Udc, Luigi Bertani, va anche oltre: annuncia che chiederà la "giustificazione" a tutti i consiglieri comunali di centrodestra che non dovessero presentarsi alle sedute sulle tariffe in programma la settimana prossima. A mettere in moto questo meccanismo, di fatto, è stato il gruppo di Forza Lucca, nato dalla scissione del Pdl. Da circa un mese, infatti, annuncia che non voterà le delibere sulle tariffe, propedeutiche al bilancio di previsione, senza aver prima avuto tutti i documenti sull'atto finanziario e senza un confronto preliminare di maggioranza sull'argomento. E nelle due commissioni finanze, chiamate a esprimersi sulle tariffe, non ha votato. Ieri mattina, quindi, per prevenire la crisi amministrativa e politica, il sindaco Mauro Favilla si è presentato alla commissione dei capigruppo con la proposta salomonica: avviare in serata (ieri) la discussione sulle delibere delle tariffe, rimandando la votazione alla prossima settimana. A martedì sera, con un consiglio riunito "in prima convocazione" o a giovedì con un consiglio riunito in seconda convocazione. La seduta di giovedì, dunque, sarebbe valida anche con soli 14 consiglieri e le delibere potrebbero passare con i soli voti della maggioranza dei presenti. «Ma - osserva Fabbri - la maggioranza non può pensare di cavarsela con una votazione del genere. Per dimostrare che esiste ancora un sostegno reale all'amministrazione ci vogliono 21 voti, anche alle delibere sulle tariffe». Proprio come la pensa l'assessore alle finanze, Giovanni Pierami. Resta da vedere se nei prossimo giorni la maggioranza riuscirà, per la prima volta da tanto tempo, a riunirsi intorno allo stesso tavolo e a trovare un accordo su spesa e piano degli investimenti. L'incognita, infatti, non è solo il voto di Forza Lucca, ma anche quella dell'ex sindaco Pdl, Pietro Fazzi, e di altri consiglieri che lo seguissero. Fazzi, infatti, pone come pregiudiziale al voto sul bilancio (e delibere collegate) il ritiro delle varianti urbanistiche (stadio e piano strutturale) finite nell'inchiesta sulla corruzione. «In queste condizioni - osserva il capogruppo di Sel, Antonio Sichi - viene da domandarsi se martedì, in prima convocazione, la maggioranza sarà in grado di assicurare il numero legale. Quello che è certo è che non potrà millantare un sostegno a Favilla se le delibere sulle tariffe dovessero passare con meno di 21 voti».
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