Il Tirreno

Lucca

Pierami lascia la delega sull'acqua

Alessandro Petrini
Giovanni Pierami
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Giovanni Pierami

«No al tubone interrato, era meglio intervenire sul Canale Nuovo»

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 LUCCA. «Per me è solamente una scelta di coerenza che trova alcuna motivazione nelle vicende giudiziarie e politiche degli ultimi giorni».  Da mercoledì sera l'assessore Giovanni Pierami non ha più la delega alla magistratura dell'acqua. Per anni aveva lottato contro la realizzazione di un nuovo tubone e dopo la marcia indietro del sindaco su questo argomento ha preferito fare un passo indietro. Ma solo su questo argomento.  «E' stata una mia scelta - spiega subito - sono in piena e totale sintonia con il sindaco per quanto concerne tutto l'andamento dell'amministrazione. L'unico caso su cui c'è una differenziazione è stato questo e per questo ho rassegnato le dimissioni».  Perché non è d'accordo con questo accordo di programma?  «Invece di investire 6,2 milioni di euro per un canale interrato, avrei preferito spenderne 5 per rinaturalizzare il Canale nuovo, fornire i cittadini di una rete fognare comunale ed eliminare tutte le chiaviche. I nostri dati dimostrano che l'acqua che arriva tramite un canale all'aperto è perfettamente potabilizzabile mentre così si andranno a spaccare strade per avere una struttura invasiva e lasciare il Canale nuovo in una situazione che non è a posto dal punto di vista ambientale».  Lasciata questa delega quindi il suo posto rimane in giunta.  «C'è da approvare il bilancio preventivo che è il documento programmatico dell'ente. Ora sto portando avanti questa pratica mentre sul resto mi sono autosospeso. Garantisco il numero legale durante le sedute della giunta e se vengono trattate pratiche di urbanistica esco dalla stanza».  In consiglio comunale aveva annunciato che avrebbe limitato la sua attività in giunta al solo bilancio se avesse ricevuto un avviso di garanzia. Quindi vuol dire che le è arrivato?  «No. L'8 aprile ho ricevuto un avviso di richiesta di prolungamento delle indagini che è una cosa formalmente differente. Ho scelto però di autosospendermi fin da subito perché non voglio che si possa pensare che la mia attività possa andare a toccare questioni sensibili su cui vertono le indagini».  In questo momento però ci sono alcune componenti della maggioranza che sembrano contrarie a votare il bilancio preventivo.  «Non credo che i problemi che stanno nascendo sul bilancio e gli atti collegati siano riconducibili alla mia persona. Si tratta di ragionamenti di rapporti di forza tra il sindaco e il suo schieramento. Il bilancio però è il principale atto programmatico di un'amministrazione. Chi non lo vota non può ritenersi all'interno della maggioranza».  Sempre da alcuni membri centrodestra le viene mossa l'accusa di preparare la sua campagna elettorale per il prossimo anno attraverso alcune voci ad hoc del bilancio.  «Premetto che il prossimo anno non intendo ricandidarmi a sindaco. Poi in commissione sociale è passata una proposta della consigliera Baudone (Forza Lucca) di azzerare quei capitoli di spesa destinati al territorio e ai comitati paesani per destinarli al sociale. Ma in verità quest'anno il bilancio prevede 800mila euro in più per il sociale mentre per i comitati paesani si era passati dai 42mila euro del 2009 ad appena 26.300 euro. Ora dovremo trovare altre forme di sponsorizzazione per reperire questi fondi».

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