Sicurezza
IL PRESIDENTE FABBRI
«Niente ritiro immediato delle varianti sotto i riflettori»
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Un consiglio comunale2 MINUTI DI LETTURA
Niente ritiro immediato delle varianti urbanistiche oggetto dell'inchiesta della Procura su cemento e presunte tangenti. Confronto con Regione, Provincia «e tutti gli enti interessati» per identificare, se ci sono, «illegittimità amministrative» o problemi procedurali. Secondo Franco Fabbri, presidente del consiglio comunale, solo così l'assemblea si potrà esprimere «senza pregiudiziali» su queste pratiche.
Più che all'opposizione di centrosinistra, questo messaggio appare indirizzato ad alcuni membri della maggioranza di centrodestra. In particolare il messaggio è indirizzato all'ex sindaco Pietro Fazzi, attuale vice capogruppo del Pdl. Sua, infatti, è stata la proposta, lanciata in consiglio comunale, di revocare sia la variante urbanistica dello stadio sia la variante di minima al piano strutturale, che ripesca il piano per costruire un nuovo quartiere a S. Anna. «Appoggio in pieno - esordisce Fabbri - la posizione di Mauro Favilla, contrario al ritiro delle due varianti. Quello di cui c'è bisogno in questo momento, è l'adeguamento (sollecitato anche dal Pd) di questi strumenti urbanistici alle osservazioni presentate dalla Regione, dalla Provincia e da altri enti interessati al governo del territorio». In particolare, Fabbri si riferisce alla variante al piano strutturale che, secondo la Regione, non può contenere un piano come quello di S. Anna perché in contrasto con il Pit, il piano di indirizzo territoriale, al quale si devono adeguare tutti gli strumenti urbanistici comunali. «Il confronto con gli altri enti - riprende Fabbri - deve portare a individuare e correggere, se possibile, eventuali illegittimità che siano state commesse. Così potremo ritornare a parlare di programmazione urbanistica, certi di aver seguito un iter corretto. A quel punto, il consiglio comunale potrà esprimere la propria valutazione politica sugli atti, senza timore di andare a votare. E senza essere condizionato da elementi di pregiudizio».
Più che all'opposizione di centrosinistra, questo messaggio appare indirizzato ad alcuni membri della maggioranza di centrodestra. In particolare il messaggio è indirizzato all'ex sindaco Pietro Fazzi, attuale vice capogruppo del Pdl. Sua, infatti, è stata la proposta, lanciata in consiglio comunale, di revocare sia la variante urbanistica dello stadio sia la variante di minima al piano strutturale, che ripesca il piano per costruire un nuovo quartiere a S. Anna. «Appoggio in pieno - esordisce Fabbri - la posizione di Mauro Favilla, contrario al ritiro delle due varianti. Quello di cui c'è bisogno in questo momento, è l'adeguamento (sollecitato anche dal Pd) di questi strumenti urbanistici alle osservazioni presentate dalla Regione, dalla Provincia e da altri enti interessati al governo del territorio». In particolare, Fabbri si riferisce alla variante al piano strutturale che, secondo la Regione, non può contenere un piano come quello di S. Anna perché in contrasto con il Pit, il piano di indirizzo territoriale, al quale si devono adeguare tutti gli strumenti urbanistici comunali. «Il confronto con gli altri enti - riprende Fabbri - deve portare a individuare e correggere, se possibile, eventuali illegittimità che siano state commesse. Così potremo ritornare a parlare di programmazione urbanistica, certi di aver seguito un iter corretto. A quel punto, il consiglio comunale potrà esprimere la propria valutazione politica sugli atti, senza timore di andare a votare. E senza essere condizionato da elementi di pregiudizio».
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