La manifestazione
«In Garfagnana facevo il partigiano»
Azelio Biagioni
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Don Gallo alliniziativa di Gallicano Bagno di folla per don Andrea Gallo, che parla dei giovani a Gallicano
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GALLICANO. Arriva fra il pubblico sventolando un fazzoletto rosso che prende dalla tasca dei pantaloni. Don Andrea Gallo, il prete fondatore della comunità di San Benedetto al Porto di Genova, è accolto come una star fra un bagno di folla. Mentre ascolta l'altro relatore, Umberto Sereni, don Gallo (83 anni fra pochi giorni) tira qualche boccata al suo sigaro. Ricorda con affetto la Garfagnana che conosce da vecchia data, quando era partigiano nel 1944. «Dei giovani del posto - dice - ho in mente la fierezza. Inoltre, a Lucca avete avuto un grande vescovo come Enrico Bartoletti. Con lui la diocesi era l'interpretazione del Concilio Vaticano II. Ed era una diocesi evangelizzatrice. Peccato che ci abbia lasciato troppo presto». Modera l'incontro Nicla Guidotti segretario dello Spi-Cgil della Camera del Lavoro della Valle del Serchio. Porta i saluti del Comune il vice sindaco Egidio Nardini, cui segue l'intervento del segretario regionale dello Spi-Cgil Marcello Giacomelli. Il professor Sereni esordisce con una battuta su Berlusconi e poi parla sul tema dell'incontro, "Dal risorgimento alla Repubblica". Don Gallo prende il microfono. E lo tiene stretto per un'ora e mezza, senza mai fermarsi. Racconta, scherza, davanti a una platea con tanti giovani. E la gente lo capisce. A tratti urla, fa uscire fuori tutta la voce che ha per esprimere il proprio dissenso contro una società che non va. Tira in ballo politici di destra e di sinistra senza fare sconti a nessuno. «C'è gente in Parlamento da secoli - dice -. Basta, ci sono i ragazzi, è a loro che va dato spazio». Lui - che si definisce il prete del marciapiede - ha accolto tutti come Gesù e non si spaventa di dire che non ci deve essere distinzione tra credenti e non credenti ma fra pensanti e non pensanti. E conclude, leggendo una lettera scritta dai suoi ragazzi a Fabrizio De André dopo la sua morte.
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