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Lucca

CHIARI ANNUNCIA RIVELAZIONI

Verifiche su presunti contributi elettorali per Pierami e Favilla

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 LUCCA. C'è un'intercettazione in cui Maria Teresa Martino, vicina all'onorevole Piero Angelini, fa riferimento a «trentamila euro versati da Valore a Giovanni Pierami per la campagna elettorale del sindacao Mauro Favilla». È una delle tracce in mano ai carabinieri del nucleo investigativo - che da oltre 10 mesi lavorano a stretto contatto con la Procura - non ancora emerse appieno e che vedono nel mirino sindaco e vicesindaco.  Questa dazione esiste? E se sì, si tratta di contributi elettorali elargiti in maniera regolare o di finanziamenti illeciti finalizzati a indirizzare la pubblica amministrazione verso l'approvazione o lo snellimento dell'iter di progetti voluti dalla Valore (parco S. Anna e ristrutturazione del Porta Elisa)?  Gli investigatori vogliono chiarire. Lavorano in silenzio ultimando le operazioni di sequestro e dissequestro. Ieri i militari al comando del capitano Salvatore Pennisi hanno concluso la perquisizione nello studio Valore di Prato copiando gli ultimi file e il backup sull'hard disk.  Domani inizieranno invece ad operare, con l'ausilio di un consulente tecnico, nello studio Chiari-Ruggi.  Intanto ieri l'avvocato Carlo Di Bugno è tornato in carcere per visitare Marco Chiari, l'unico ancora detenuto.  «Sono come un leone in gabbia: appena esco racconto io come stanno veramente le cose» dice il superassessore della giunta Favilla che, nonostante gli otto giorni di detenzione, non ha perso la sua ironia e continua a professarsi innocente: è certo che i giudici del riesame annulleranno il provvedimento di custodia cautelare in carcere.  I legali dell'architetto Maurizio Tani puntano molto sulla modifica del capo d'imputazione legato alla corruzione: dal falso ideologico in atto pubblico all'abuso d'ufficio. Perché l'indicazione del limite massimo della superficie fondiaria destinata alla funzione residenziale non è taciuta nella relazione di monitoraggio e lo stesso discorso può farsi per l'affermazione riguardante i 10.920 metri quadrati di superficie riferita all'Utoe nel quale rientra il parco di S. Anna. Per la difesa Tani ogni destinatario della relazione poteva ricavare dal testo il limite massimo di estensione territoriale dedicato alla funzione residenziale del piano strutturale (400mila metri quadrati).

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