Il Tirreno

Lucca

La commissione finanze non esprime il parere sulle pratiche che stasera dovrebbero essere discusse in aula

Tariffe, voto al buio in consiglio comunale

Una seduta del consiglio comunale
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Una seduta del consiglio comunale

Forza Lucca contro gli aumenti se non vede il bilancio di previsione nel suo complesso

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LUCCA. Votazione al buio sulle tariffe Tia e Ici. Se i regolamenti stasera arriveranno in aula, rischiano di essere bocciati. Ma non è escluso che la maggioranza, per evitare una crisi amministrativa immediata, faccia saltare la seduta.   fronte all'annuncio che Forza Lucca e anche l'ex sindaco del Pdl, Pietro Fazzi, voteranno contro queste pratiche - per motivi diversi - è probabile che il centrodestra faccia mancare il numero legale al consiglio comunale di stasera. Tuttavia, l'evoluzione della giornata politica si saprà solo dopo la conferenza dei capigruppo, convocata per stamani.  Il presidente del consiglio comunale, Franco Fabbri, ha due possibilità: rinviare il consiglio o solo la discussione dei regolamenti delle tariffe oppure confermare gli argomenti all'ordine del giorno. Anche se ieri, per la seconda volta in due giorni, la commissione finanze non è riuscita a esprimere il proprio parere sulle nuove tariffe della Tia. Considerato che il parere della commissione non è vincolante, Fabbri potrebbe anche decidere di mettere ugualmente le pratiche in discussione. Soprattutto doo aver inviato mail per fissare a ieri il termine ultimo per esprimersi su queste pratiche.  Andando al voto in aula, però, Forza Lucca non approverà i regolamenti delle tariffe. Perché, come il gruppo dice da un mese, prima di approvare gli aumenti della Tia vuole un confronto con il sindaco sulla situazione politica e sul bilancio preventivo nel suo complesso. Anche ieri in commissione il gruppo di Maurizio Dinelli ha confermato la stessa posizione e, per non rischiare una nuova frattura, il presidente Mauro Garbini (Udc) propone l'aggiornamento della votazione delle pratiche, passata nonostante fossero contrari i 3 commissari del centrosinistra.  La scappatoria, però, rischia di trasferirsi in un boomerang. Stasera l'amministrazione rischia di dover affrontare il primo vero banco di prova da quando è scoppiato il terremoto giudiziario su urbanistica e (presunte) tangenti, senza avere i numeri per superarlo. E per dimostrare che esiste ancora una maggioranza. Al di là dell'esito della vicenda, per il capogruppo di Sel, Antonio Sichi, il procedimento seguito finora dal centrodestra non è condivisibile. Perché - evidenzia in commissione finanze - ci sono pratiche che hanno la priorità assoluta (gli aumenti tariffari, appunto) che devono essere approvate entro il 30 giugno, volendo far scattare le nuove aliquote da gennaio e salvaguardare il bilancio di previsione da approvare entro la prima metà di luglio.  La stessa incertezza investe il piano triennale delle opere pubbliche. Infatti, Forza Lucca chiede all'amministrazione «garanzie sulla sua effettiva realizzazione, perché non è il momento dei libri dei sogni». I dubbi del capogruppo Maurizio Dinelli nascono dal fatto che molte opere pubbliche, realizzate dal Comune direttamente o tramite aziende partecipate, non sono inserite nel piano triennale ma in un più generico piano degli investimenti. Da qui la richiesta presentata da Dinelli alla commissione lavori pubblici di convocare le aziende partecipate che hanno progettato e dovranno realizzare determinate opere pubbliche «perché è necessario portare in aula solo i lavori cantierabili. Bisogna parlare di cose concrete e dare le risposte ai cittadini, altrimenti la permanenza di tutti noi a Palazzo Orsetti e Palazzo Santini perderebbe ogni significato».  Ma l'assessore alle finanze Giovanni Pierami ribadisce che il piano delle opere pubbliche e degli investimenti è concreto e ricco, grazie all'inserimento proprio delle opere a carico di aziende partecipate dal Comune e degli investimenti previsti grazie ai fondi di Regione e Stato. Questo, però, non basta a fugare i dubbi di Matteo Garzella (Pd): «Intanto per finanziare il piano - dice - si pensa di recuperare 24 milioni con generici "altri mezzi" che ci fanno dubitare della certezza delle entrate. Inoltre, si sventolano 58 progetti, ma solo 8 sono definitivi o esecutivi, pronti per essere appaltati». Ilaria Bonuccelli Alessandro Petrini  

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