Il dolore
«Spazio alla media distribuzione»
Barbara Antoni
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Negozi nelle vie principali nel centro storico (in una foto di archivio) L'assessore Cappellini anticipa come vuol cambiare il piano del commercio
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LUCCA. Punto primo: rivedere le metrature minime per aprire pubblici esercizi in città. Secondo: dare la possibilità alla media distribuzione, ma solo quella di qualità, di sbarcare nel centro storico. Terzo: rivedere il piano di funzione del commercio nel suo complesso. I tempi per la rivisitazione del regolamento comunale sul commercio saranno brevi ed Elio Cappellini, assessore delegato, ha già ben chiara in mente la strada da seguire. In base a quanto è già stato stabilito dal consiglio comunale, entro il 30 novembre dovrà essere completata la bozza di proposte di revisione del regolamento comunale sugli esercizi commerciali e sui pubblici esercizi. Entro il 31 dicembre, invece, le variazioni dovranno essere approvate, per entrare subito in vigore. Per questo le consultazioni fra Comune e associazioni di categoria verrano presto avviate: i tempi sono piuttosto stretti. Una revisione che si rende necessaria perché dopo due anni «ogni regolamento necessita di manutenzioni», spiega l'assessore. Ma lui vorrebbe fare di più. «Il volto del commercio - dice - non si cambia ritoccando soltanto il regolamento. Quello cambia soltanto le regole del gioce. Occorre invece andare a rivedere anche il piano di funzione del commercio, e quindi a definire le varianti da apportarvi». E quanto al regolamento, aggiunge che la sua revisione «oltre a essere un obbligo previsto dalla legge regionale 40 del 2009, sicuramente è anche un'esigenza sentita dalla città». Proprio sulla scia delle esigenze manifestate dalla categoria e anche dal contesto cittadino nel suo complesso, Cappellini ritiene che sia giunto adesso il momento di cambiare i termini nei confronti delle medie strutture di distribuzione nel centro storico. «Prima venivano viste in modo totalmente negativo. Ora sono le stesse associazioni di categoria - approfondisce Cappellini - a considerarle come un'opportunità per creare attrazione, anche per i negozi vicini. Ovviamente parliamo di media distribuzione di qualità». Nel contesto della rivistazione del regolamento relativo alla somministrazione di alimenti e bevande, Cappellini assicura che «occorre rivedere anche i limiti imposti per le metrature minime di bar e ristoranti» (polemica già sollevata da alcuni operatori nei mesi scorsi, i quali accusavano gli artefici del regolamento di avere adottato parametri troppo alti per impedire nuove aperture, ndr), perché «c'è una volontà di trasformarsi seppure nel rispetto delle misure minime per le cucine, i servizi e quant'altro». Cappellini annuncia di voler definire una volta per tutte anche la questione dei negozi di vicinato. «L'articolo 17 (quello con cui è stata prorogata l'apertura in attesa che la normativa venga ridefinita, ndr) del regolamento vigente - spiega infatti - non basta a risolvere i problemi dei negozi di vicinato. Occorre fare di più».
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