Il Tirreno

Lucca

Arresti, la parola passa al riesame

Luca Tronchetti

Attesa per la decisione sul ricorso degli accusati di corruzione

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Il giorno del giudizio per l'inchiesta che scuote i palazzi del potere è fissato per lunedì. Ma per il deposito dell'ordinanza occorrerà attendere almeno mercoledì. Perchè sarà il tribunale della Libertà di Firenze a decidere sulle misure cautelari chieste dalla procura, concesse e confermate dal gip per tutti gli indagati (eccezion fatta il responsabile dell'urbabinistica del comune di Lucca, Maurizio Tani, che è passato ai domiciliari) nei confronti dell'assessore Marco Chiari, dell'imprenditore-architetto Giovanni Valentini, dell'ingegner Andrea Ferro e dell'architetto Luca Antonio Ruggi. Tutti accusati di corruzione dopo le rivelazioni sui rapporti tra imprenditori, politici, professionisti e tecnici comunali sulle procedure urbanistiche, da rivedere per rendere possibile - secondo la Procura - la realizzazione di una sorta di nuovo quartiere nel parco S. Anna e la ristrutturazione dello stadio di Porta Elisa. 
LE MOTIVAZIONI DEL GIP.
Gli unici elementi di novità rispetto al momento degli arresti (martedì 15 giugno) sono le dichiarazioni rese da Tani, Chiari e Ferro durante l'interrogatorio di garanzia, quelle spontanee di Valentini e Ruggi dopo essersi avvalsi della facoltà di non rispondere e le dimissioni dell'architetto dalla Valore spa di Prato. Per il giudice però permane la gravità, la precisione e la concordanza degli indizi di colpevolezza. Tani, Chiari, Ferro e Valentini avrebbero giustificato il proprio operato sulla base di un corretto esercizio dei pubblici poteri (Tani e Chiari) o della propria attività professionale (Ferro e Valentini). Nessuno di loro, stando al giudice, ha fatto cenno a quanto emerge dalle intercettazioni: un intreccio funzionale, secondo le accuse, tra l'interesse dell'imprenditore (Valore-Valentini) e l'adozione di atti o comportamenti illegittimi da una parte e il prezzo pagato dall'imprenditore al pubblico ufficiale (Tani e Chiari) sinora accertato dall'altra. Che per il gip si traduce nell'affidamento da parte di Valentini, su sollecitazione dell'assessore Chiari, di incarichi a professionisti a lui collegati (Ferro e Ruggi, per l'accusa) per poter percepire al nero tutta o parte della somma fatturata. VALENTINI CONCUSSO. Durante le dichiarazioni spontanee davanti al gip Valentini avrebbe dichiarato di essere stato «costretto» e Ferro di aver «riconosciuto» a Chiari più di una volta parte delle spettanze percepite per la propria attività e l'«opera di mediazione» svolta dall'assessore nel momento in cui gli presentava un cliente. 
POSIZIONE DI TANI.
Nell'interrogatorio per il giudice l'architetto Tani ha ricostruito l'intera vicenda legata al Parco S. Anna, evidenziando che il comune aveva la necessità di salvare i piani attuativi decaduti: l'unico piano decaduto che avrebbe impedito l'edificazione dell'area era proprio quello della Valore. Dalle intercettazioni emergerebbe un incalzante interesse, secondo la Procura, di Tani, Chiari, Ferro per soddisfare l'imprenditore pratese per il progetto del Parco S. Anna e per lo stadio. Per la ristrutturazione del Porta Elisa sarebbe stato scelto il master plan, in modo da bypassare il consiglio comunale, e l'affidamento diretto o ci si sarebbe adoperati per la sostituzione alla Sovrintendenza di Glauco Borella con Francesco Cecati.  La revoca del carcere per l'architetto Tani e la sostituzione con i domiciliari è motivata, come anticipato nell'edizione di ieri, dal sequestro del materiale ormai eseguito nel suo ufficio di palazzo Santini. Secondo il gip, il ruolo svolto e la fitta rete di contatti ancora solidi dell'assessore Chiari e il rischio d'inquinamento probatorio e reiterazione del reato impediscono invece la sua scarcerazione. Come impediscono la revoca dei domiciliari per Valentini (mancanza di consapevolezza della condotta penalmente rilevante) e per Ferro (vista prassi adottata di riconoscere compensi al nero per i mediatori come Chiari), nonché la autorizzazione a Ruggi di potersi recare al lavoro in due cantieri edili.

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