Finanza
Intanto passa il regolamento dellOpera delle Mura
Tensione in consiglio
Nadia Davini
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Lassessore Giovanni Pierami in consiglio comunale Nel mirino c'è il bilancio di previsione
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LUCCA. Mentre prosegue la bufera giudiziaria, il consiglio comunale prova ad andare avanti. Ieri pomeriggio è passato il regolamento, ma non l'immediata eseguibilità. A tener banco sono stati però gli impegni del Pdl, i cui consiglieri erano convocati per il vertice di partito. Pd e Sel hanno comunque presentato, e depositato, la mozione di sfiducia al sindaco e alla giunta: devono raggiungere sedici firme per discuterla e votarla. Per ora le firme sono 13, quelle del centrosinistra. Governare Lucca e Libertas 2010 non si sono ancora espressi. Ma è palpabile la voglia di chiarezza, se non di resa dei conti, nella maggioranza. Maurizio Dinelli, capogruppo di Forza Lucca, ha letto in consiglio una raccomandazione al sindaco in cui chiede maggiore collaborazione col gruppo, pena un neanche troppo velato disimpegno dalle fila della maggioranza. «Non è vero - sostiene - che abbiamo chiesto l'azzeramento della giunta: abbiamo chiesto e offerto assai di più. La disponibilità ad accettare e discutere con il sindaco e con il resto della maggioranza qualsiasi proposta che riesca a rasserenare il clima, a consentire di votare senza timori di nessun genere. Diamo la nostra disponibilità, e speriamo che il Pdl accetti di parlare con noi: fino ad oggi, infatti, il suo atteggiamento nei nostri confronti è stato come se noi fossimo all'opposizione». Il passaggio più importante per la maggioranza sarà tuttavia il bilancio di previsione. Anche nel Pdl c'è già chi parla di «nodi che verranno al pettine». L'attenzione è tutta sull'assessore al bilancio Giovanni Pierami (iscritto nel registro degli indagati per l'inchiesta sulla corruzione). I suoi colleghi di partito (Pierami è fondatore della lista "Per Lucca e i suoi Paesi, ma è anche un tesserato Pdl) stanno letteralmente spulciando ogni pagina del bilancio per verificare cifre, motivazioni, spese. L'ex capogruppo Lido Fava cita ad esempio una cifra pari a 30mila euro destinata a voci «non chiare», tra le quali spunterebbero 8mila euro per i comitati paesani. Di più al momento non dice.
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