Proteste
Pieraccioni gira oggi ai Macelli
Barbara Antoni
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Un professore di musica, Benedetto, battibecca con l'operaio cinese del marmista: scolpendo le lettere, ha sbagliato a scrivere il nome della sua defunta madre sulla lapide. Irreale? No: è la scena che stamani la troupe di Leonardo Pieraccioni gira in zona Pubblici macelli, dove si trova un laboratorio di marmista. Da oggi, e per diciannove giorni consecutivi, prende il via l'avventura cinematografica del regista fiorentino in città, dove ha scelto di girare il suo nuovo film - in uscita a Natale - dal titolo "Finalmente la felicità".
Le location saranno tante: oltre i Pubblici macelli, il mercato del Carmine, piazzale Ricasoli, il teatro del Giglio, il conservatorio Boccherini, la casa di Benedetto (il protagonista interpretato da Pieraccioni) in piazza Anfiteatro, villa Bottini e il ponte del Diavolo a Borgo a Mozzano. «Lucca - dice Pieraccioni - è una città bellissima ma poco usata nel cinema. Sono contento di presentarla sul grande schermo. L'ho scelta perché è una città molto musicale, con un bellissimo conservatorio, il Boccherini, dove, come entri, vieni investito da energia allo stato puro».
La città, da parte sua, gli dà il benvenuto attraverso l'assessore alla cultura Letizia Bandoni: «Vogliamo che Pieraccioni si senta a casa. Vivremo gomito a gomito con lui i giorni delle riprese. Del suo film la città sarà coprotagonista». Per Pieraccioni, lavorare a Lucca, è un po' come tornare a casa. Un ritorno di nostalgia: ai tempi in cui, giovane cabarettista, si esibiva al ristorante il Tabarro perché «il gestore dell'epoca, un fiorentino, voleva a tutti i costi fare cabaret nel suo locale e imponeva ai suoi cuochi e camerieri di essere il mio pubblico» ma anche ai tempi successivi (e più fortunati) in cui con Carlo Conti e Giorgio Panariello si esibiva sul palco del Giglio. È un fiume in piena il regista fiorentino mentre racconta, nella sala conferenze dell'hotel San Luca Palace in via San Paolino, il suo film e le sue esperienze lucchesi.
«Ci saranno tanti lucchesi nel film - spiega -. Tante comparse ma anche tanti interpreti di piccole parti». Ci sarà anche un evento "speciale": un bus turistico a due piani e scoperto percorrerà un tratto del passaggio sulle Mura. «Da lì - conferma il regista - la città si vedrà nel suo complesso, faremo inquadrature amplissime. Ma il bus percorrerà solo un piccolo tratto, quello consentito dalla presenza dei grandi alberi che vi si affacciano». Pieraccioni scherza parlando ai giornalisti, con la verve che lo contraddistingue. «Ci sono altre domande?», chiede. «Una la faccio io - dice l'assessore Bandoni -: e la bella Laura?», domanda riferendosi alla compagna del regista. «O assessore, ma che domanda! Sei l'unica che non hanno arrestato. Certo che la mia bella Laura verrà durante le riprese, insieme alla mia bella figliola».
Le location saranno tante: oltre i Pubblici macelli, il mercato del Carmine, piazzale Ricasoli, il teatro del Giglio, il conservatorio Boccherini, la casa di Benedetto (il protagonista interpretato da Pieraccioni) in piazza Anfiteatro, villa Bottini e il ponte del Diavolo a Borgo a Mozzano. «Lucca - dice Pieraccioni - è una città bellissima ma poco usata nel cinema. Sono contento di presentarla sul grande schermo. L'ho scelta perché è una città molto musicale, con un bellissimo conservatorio, il Boccherini, dove, come entri, vieni investito da energia allo stato puro».
La città, da parte sua, gli dà il benvenuto attraverso l'assessore alla cultura Letizia Bandoni: «Vogliamo che Pieraccioni si senta a casa. Vivremo gomito a gomito con lui i giorni delle riprese. Del suo film la città sarà coprotagonista». Per Pieraccioni, lavorare a Lucca, è un po' come tornare a casa. Un ritorno di nostalgia: ai tempi in cui, giovane cabarettista, si esibiva al ristorante il Tabarro perché «il gestore dell'epoca, un fiorentino, voleva a tutti i costi fare cabaret nel suo locale e imponeva ai suoi cuochi e camerieri di essere il mio pubblico» ma anche ai tempi successivi (e più fortunati) in cui con Carlo Conti e Giorgio Panariello si esibiva sul palco del Giglio. È un fiume in piena il regista fiorentino mentre racconta, nella sala conferenze dell'hotel San Luca Palace in via San Paolino, il suo film e le sue esperienze lucchesi.
«Ci saranno tanti lucchesi nel film - spiega -. Tante comparse ma anche tanti interpreti di piccole parti». Ci sarà anche un evento "speciale": un bus turistico a due piani e scoperto percorrerà un tratto del passaggio sulle Mura. «Da lì - conferma il regista - la città si vedrà nel suo complesso, faremo inquadrature amplissime. Ma il bus percorrerà solo un piccolo tratto, quello consentito dalla presenza dei grandi alberi che vi si affacciano». Pieraccioni scherza parlando ai giornalisti, con la verve che lo contraddistingue. «Ci sono altre domande?», chiede. «Una la faccio io - dice l'assessore Bandoni -: e la bella Laura?», domanda riferendosi alla compagna del regista. «O assessore, ma che domanda! Sei l'unica che non hanno arrestato. Certo che la mia bella Laura verrà durante le riprese, insieme alla mia bella figliola».
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