Il Tirreno

Lucca

Pdl-Udc non intendono mollare

Marco Innocenti   Alessandro Petrini
Lo stato maggiore del centrodestra all’incontro
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Lo stato maggiore del centrodestra all’incontro

Decisivo il ruolo di Forza Lucca, escluso dal summit di maggioranza

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 LUCCA. Idee ancora poco chiare nel centrodestra. Lo dice anche il sindaco Mauro Favilla quando, intorno alle 19.30, esce dalla sede del Pdl di via Vittorio Veneto dove è in corso una riunione fiume del partito, alla presenza dei coordinatori regionali Massimo Parisi e Riccardo Migliori e dei i vertici dell'Udc (l'on. Nedo Poli e il coordinatore provinciale Gaetano Ceccarelli). Una riunione dei partiti di maggioranza alla quale non è stato invitato alcun rappresentante di Forza Lucca. Il sindaco comunque vuole apparire fiducioso, sa che nessuno intende lasciare il Comune in balia di un commissario per quasi un anno e ha dato la propria disponibilità a collaborare, anche rimettendo in causa la questione delle due varianti urbanistiche, quella dello stadio e quella di minima entità che coinvolge il Parco di Sant'Anna.  «Per questo ho preferito uscire prima dalla riunione - ammette uscendo dal portone - lascio ognuno più libero di esprimere il proprio pensiero su di me e sull'operato della giunta». E ora il primo cittadino rimane alla finestra ad aspettare l'esito di un incontro che dovrebbe rilanciare l'azione amministrativa con un'iniziativa programmatica pubblica da tenersi tra settembre e ottobre.  Un'esigenza di rilancio dell'intero centrodestra lucchese che sarà portata avanti a prescindere dagli esiti dell'inchiesta della magistratura. «Per il momento proseguiamo con l'assetto provvisorio che ho comunicato giovedì scorso in consiglio comunale» aggiunge il sindaco. Nel frattempo dalla sede del Pdl sono usciti anche i vertici dell'Udc ed è iniziato il confronto interno agli iscritti al partito che si protrarrà fino a notte. «In ogni caso non voglio tenere a lungo le deleghe che erano di Chiari - aggiunge Favilla - che potrebbero anche passare ai dirigenti comunali perché si tratterebbe solamente di portare avanti pratiche e procedimenti che sono già stati impostati». In parole povere Favilla non vuole buttare al vento il lavoro svolto dal suo assessore e non nega che potrebbe ripiegare anche su un assessorato tecnico, con un profilo scelto all'esterno dei partiti: una figura di riferimento in grado di stimolare e di coordinare il lavoro degli uffici. E a questo punto è sempre più probabile che l'occasione venga colta per snellire la giunta e passare dagli attuali 12 assessori (Chiari era il tredicesimo) a 10.  Tra i procedimenti da portare avanti ci sono la realizzazione delle piste ciclabili e dei parcheggi, e poi ancora il trasferimento degli uffici esattoriali e degli ex monopoli in città: «Un impegno che ci siamo presi e che vogliamo portare in fondo», spiega il sindaco. Infine le questioni più delicate che sono i rapporti con le Ferrovie per la realizzazione del terminal dei pullman nell'ex scalo merci e la ristrutturazione del mercato del Carmine, per la quale è aperta una procedura di manifestazione d'interesse pubblico e si sta attendendo la definizione delle proposte che saranno valutate e selezionate da un'apposita commissione.  Se tra Udc e Pdl sembrano esistere le basi di un accordo per far proseguire il mandato, aria assai diversa si respira però in Forza Lucca, non presente al summit.  Maurizio Dinelli non ha gradito leggere che Migliori sarebbe intenzionato a chiedere a Favilla di estromettere i due assessori di Forza Lucca, il gruppo che per il parlamentare avrebbe scompaginato il Pdl.  «Non siamo stati invitati al confronto - dice Dinelli - ma nemmeno saremmo andati. Crediamo che i cittadini non ne possano più di vertici nei partiti, chiedono trasparenza e fatti. Migliori conferma di essere un vecchio della politica, non adeguato ai tempi. A noi pare che il nostro apporto e i nostri voti siano determinanti per Favilla. Ricordiamo che abbiamo chiesto anche oggi in consiglio comunale che il sindaco faccia definitivamente chiarezza sulle vicende al centro dell'inchiesta e, soprattutto, dica cosa concretamente vuol fare in questi otto mesi per dare risposte alla città. Altrimenti saremo liberi di votare secondo coscienza. Già in commissione finanze non abbiamo votato la proposta di rinvio per le delibere Ici: non abbiamo avuto alcuna informazione sui conti per aliquote e regolamenti e soprattutto non sappiamo come si intendano impiegare i soldi recuperati. Da Favilla aspettiamo segnali concreti, ma per ora non ne vediamo».

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