Proteste
«Nessuna mazzetta, solo onorari»
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L’avvocato Luigi VelaniL'ing. Ferro si difende nell'interrogatorio di garanzia
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Nessuna mazzetta. Soltanto normali onorari per rapporti di lavoro con un assessore conosciuto da anni e a cui erano stati affidati progetti importanti. Dura un'ora e 20 minuti l'interrogatorio di garanzia nell'aula gip del tribunale nei confronti dell'ingegner Andrea Ferro, 42 anni, agli arresti domiciliari per corruzione. Il professionista risponde alle domande che gli rivolge il giudice Simone Silvestri e il suo legale presenta istanza di revoca della misura cautelare. Al termine dell'interrogatorio l'avvocato Luigi Velani, che difende l'indagato con Stefano Del Corso di Pisa, sembra soddisfatto. «Il mio assistito ha fatto dichiarazioni spontanee e ha risposto alle domande del giudice delle indagini preliminari. - sostiene il legale - Ai vari passaggi delle telefonate che lo interessano da vicino è stata data una spiegazione precisa fornendo qualche elemento aggiuntivo rispetto alle dichiarazioni rese al magistrato in sede d'indagine il 24 maggio scorso». Sostanzialmente però la linea difensiva dell'ingegner Ferro è rimasta invariata assestandosi sulle posizione già espresse in merito ai rapporti professionali con Marco Chiari, assessore ai grandi progetti arrestato per corruzione la settimana scorsa. E stesso discorso è stato fatto per quelli con l'architetto Giovanni Valentini, l'amministrare della società immobiliare Valore spa, agli arresti domiciliari con l'accusa di corruzione. Per il professionista, a presentarlo all'architetto Valentini, al centro dell'indagine "Volpe nel deserto", è Chiari che ha competenza sulle pratiche che riguardano il territorio del comune di Lucca. Il motivo? All'inizio della professione l'ingegnere lavorava nello studio del geometra Chiari (1999-2004). E i rapporti professionali sono rimasti anche dopo quando Andrea Ferro si è messo in proprio. Per l'indagato, Chiari «ha avuto fiducia in me e mi stima sotto il profilo professionale e alcuni dei vecchi clienti del geometra Chiari sono stati poi acquisiti da me. E poi, visti i suoi incarichi nell'amministrazione, se ho qualche dubbio mi rivolgo a lui per assumere notizie. Ma sempre con un rapporto di massima correttezza e trasparenza». Ultimato l'interrogatorio di garanzia, il verbale trascritto stamani sarà sul tavolo del sostituto procuratore Fabio Origlio che deciderà se dare o meno il suo parere favorevole per la revoca della misura degli arresti domiciliari. A quel punto le carte torneranno al gip per la decisione da prendere. Ieri mattina, prima di ascoltare Giuliano Giuliani come persona informata dei fatti, il magistrato ha preso visione degli interrogatori di garanzia dei due detenuti: Marco Chiari e Maurizio Tani. Da ambienti giudiziari sembra che per l'assessore i legali abbiamo chiesto l'attenuazione della misura: dal carcere agli arresti domiciliari. Tra l'altro stamani l'avvocato Carlo Di Bugno tornerà in carcere per avere un colloquio con il superassessore della giunta guidata da Mauro Favilla. Per quanto riguarda l'istanza difensiva per il dirigente alla programmazione e pianificazione del Comune c'è la richiesta di un'attenuazione della misura afflittiva: dai domiciliari all'obbligo di firma. E intanto i carabinieri del nucleo investigativo e quelli della pg della procura, con l'ausilio di un consulente, vanno avanti con i sequestri. Dissequestrato l'ufficio della Valore - dopo la trascrizione completa di file, e-mail, messaggi e altra documentazione cartacea - stamani inizieranno le operazioni nello studio professionale Chiari-Ruggi. L.T.
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