Attenzione
L’ex assessore Luigi Stefani
«Favilla vuole rimanere ma non cambierà niente»
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LUCCA. Chiamato in causa dal sindaco Mauro Favilla che ha sostenuto di averlo "licenziato" perché prendeva ordini fuori dal Comune (il riferimento era a Piero Angelini), l'ex assessore Luigi Stefani replica per le rime. «Favilla si ripropone per l'ennesima volta nel costume di scena che più gli piace: affermando infatti che l'azzeramento lo lascia perplesso, dice e non dice - afferma Stefani -. E continua asserendo che per lui conta molto l'aspetto umano delle vicende: se un assessore lo lascia scontento, e capita, preferisce svolgere le sue funzioni piuttosto che sostituirlo perché sconfessare una persona (assessore, cittadini, dipendenti comunali) gli dà dolore (allora perché l'assessore alla pubblica istruzione e migliaia fra genitori e bambini sono stati lasciati soli in mezzo ai flutti sempre più vorticosi dei "panino day" o si è speso denaro pubblico per una causa di lavoro in ricorso di secondo grado contro il dirigente della pubblica istruzione già vincitore in quello di primo?). «Dove Favilla non risulta perplesso è il comportamento, diametralmente opposta, nei miei confronti. Il sindaco sostiene di avermi revocato "solo perché prima di votare in giunta, a favore o contro, pretendeva di andare a prendere ordini fuori dal Comune (da Piero Angelini, presidente della lista, ndg) e questo, egli non lo poteva accettare". «Ecco, è per questa dichiarazione infondata, seguita a ruota dall'altra in cui dichiara che "oggi in stato di accusa c'è l'amministrazione nel suo complesso (quindi tutti: assessori, consiglieri, dipendenti comunali ecc. ndr) e pertanto non ritiene giusto di restare lui indenne (sic) e di far passare gli assessori per colpevoli (sic)" che credo che Favilla resti, ma non cambi niente. Perché l'individuo è avulso dalla realtà che oggi lo riguarda personalmente e cerca, come sovente accade, di diluirne la responsabilità personale dentro "l'amministrazione nel suo complesso". «I fatti che mi riguardano sono riportati compiutamente e correttamente in una intervista da me rilasciata al quotidiano Il Tirreno il giorno 13 settembre 2008, alla quale faccio rinvio per chi avesse voglia di conoscere o rinfrescare i dettagli».
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