Il Tirreno

Lucca

Assistenza, rispetto delle regole

Una iniziativa dell’associazione don Baroni
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Una iniziativa dell’associazione don Baroni

La don Baroni chiede chiarezza a altre associazioni

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LUCCA.Nessun timore di concorrenza, ma rispetto delle regole nell'interesse degli assistiti. Così l'associazione don Baroni replica all'intervento dell'infermiere Pietro Mura sull'assistenza domiciliare ai malati oncologici.  «Non apparteniamo al settore del mercato - dice Paolo Mandoli, presidente della don Baroni - e dunque non ragioniamo in termini di concorrenza. Nel mondo del volontariato non ci sono gare né competizioni. Il vero concetto è quello della legalità. Noi sosteniamo da sempre che si è volontari se si rispettano tutte le leggi e poi si va oltre, donando qualcosa di personale agli altri senza alcun ritorno, meno che mai quello economico.  «Mura nella sua affrettata difesa della nuova associazione dimentica alcuni passaggi e si contraddice in altri. Chi segnala i malati alla sua associazione visto che non è il Pua-Coad dell'Azienda Usl? E ancora: per i loro interventi dove reperiscono farmaci e materiali necessari alle cure e alle medicazioni?  «Conosciamo, con nome, cognome e codice fiscale, gli infermieri che Mura indica come operatori della sua associazione. Hanno collaborato con noi fino al 15 novembre 2010, quando l'Azienda Usl ha vietato loro di svolgere questa attività. Perché - è doveroso dirlo - non sono, o quantomeno non erano, infermieri volontari, ma professionisti regolarmente retribuiti. Oggi possono svolgere liberamente questa loro attività? Si sono convertiti al volontariato puro e autentico o attendono qualche riscontro economico?  «Anche la strenua difesa del medico è sospetta. A leggere le parole di Mura sembra parlare di un medico che fino al 13 giugno scorso ha collaborato con la nostra associazione, non come volontario, ma come professionista retribuito. Se è proprio lo stesso medico di cui parla, senza citarne il nome, comprendiamo che lo stesso ha deciso di lasciare la nostra associazione per privilegiare quella di Mura. Ci dispiace di questa sua scelta, ma noi abbiamo anche altri medici.  «Ci sono poi aspetti che non risultano dall'intervento di Mura. Come si chiama la nuova associazione? Perché non lo dice? Forse perché non è ancora registrata alla anagrafe tributaria e nemmeno al registro regionale del volontariato? Forse perché c'è ancora confusione fra un paio di denominazioni, che sono state annunciate più o meno nelle stesse ore all'inizio di maggio, con lo scopo di fare assistenza domiciliare oncologica?  «Mura inoltre si contraddice - conclude la don Baroni - quando afferma che come associazione non hanno chiesto niente e subito dopo auspica un'autorizzazione alla sua associazione».

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