Il Tirreno

Lucca

Sindaco "commissariato"

Ilaria Bonuccelli
Nella foto a sinistra Ilario Buchignani presidente di Sistema Ambiente; sopra l’assessore Marco Chiari
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Nella foto a sinistra Ilario Buchignani presidente di Sistema Ambiente; sopra l’assessore Marco Chiari

Pdl: via dalla giunta gli assessori di Favilla

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LUCCA. Forse oggi non è il giorno del giudizio per Mauro Favilla, ma ci va vicino. È di sicuro il giorno in cui il Pdl al gran completo, vertici regionali inclusi, dirà al sindaco di rivoluzionare la giunta. Di "riflettere" (leggi: sbarazzarsi) sugli assessori che non rappresentano l'elettorato - quelli di Forza Lucca - e sugli assessori "amici suoi", i tecnici non in quota ai partiti del centrodestra che, oltretutto, avrebbero sponsorizzato Stefano Baccelli, candidato del centrosinistra, alle ultime provinciali. Se Mauro Favilla, in pieno terremoto giudiziario, non si vuole dimettere, insomma, deve accettare una sorta di "commissariamento" dell'amministrazione. Una giunta composta solo da assessori espressione del Pdl e dell'Udc, dei partiti con un riferimento diretto all'elettorato di centrodestra. Non è un caso che anche l'Udc gli solleciti una «sollecita» verifica politico-programmatica che deve partire con la sostituzione di Marco Chiari, il super-assessore arrestato con l'accusa di corruzione. Il "cane sciolto" dell'amministrazione di centrodestra, che non rendeva conto a nessuno se non a Favilla, provocando non pochi mal di testa (e mal di pancia) al Pdl. Da mesi, il Pdl è stufo degli assessori (troppi dal proprio punto di vista) che dipendono direttamente dal sindaco e per nulla dai partiti di maggioranza. Ed è anche stufo di dover subire in giunta due assessori di Forza Lucca, il gruppo nato proprio dalla scissione del Pdl. Finora, il partito - in crisi, a livello comunale - ha tenuto la lingua a freno, in attesa dei risultati elettorali. Ora che ha verificato che Forza Lucca e il Fli «non hanno neppure avuto la forza di far eleggere un consigliere provinciale, dimostrando di non rappresentare una parte consistente di elettorato», però vuota il sacco. E considera "incidentale" che questa resa dei conti interna alla maggioranza coincida con il terremoto scatenato dall'inchiesta su (presunte) tangenti e operazioni immobiliari. Anche se, in questo momento, il terremoto giudiziario diventa funzionale alla politica.  La situazione, dunque, si potrebbe sintetizzare in questo modo. Né Pdl né Udc chiederanno le dimissioni di Favilla o voteranno la sfiducia al sindaco. A tre condizioni: che la vicenda giudiziaria non precipiti e la posizione di Favilla non si aggravi; che sia effettuata una revisione radicale della giunta e che venga definito subito un programma di fine legislatura. Se si terrà dentro questi binari, Favilla potrà finire il mandato, con la consapevolezza che il centrodestra non lo ricandiderà alle comunali del 2012, a differenza di quanto sostenuto (per motivi elettorali, più che per convinzione) prima delle provinciali.  Questo ragionamento, però, non tiene conto di alcune variabili, anche a breve scadenza. La prima è il voto sul bilancio di previsione, previsto per l'inizio di luglio. Ufficialmente il centrodestra lo voterà, evitando la crisi e il commissariamento del Comune. Ma nessuno, neppure nel Pdl, può assicurare che l'ex sindaco Pietro Fazzi si attenga agli ordini di scuderia e che non si trascini dietro anche qualche altro consigliere. Poi, c'è la posizione di Forza Lucca, critica verso la gestione finanziaria. Il gruppo non gradisce che a metà anno ancora non sia approvato il preventivo. Ancora meno gradisce che il 20 giugno non siano a disposizione dei consiglieri comunali documenti e delibere collegate al bilancio. Tanto che già la settimana scorsa ha fatto slittare la discussione in commissione finanze.  Nei prossimi giorni potrebbe anche fare di peggio, però. Forza Lucca, infatti, potrebbe non votare le delibere necessarie a determinare le nuove tariffe dei servizi e le aliquote delle imposte se non avrà per tempo la documentazione. E questo rappresenterebbe davvero un problema serio. Infatti, se le delibere con le tariffe non saranno approvate entro il 30 giugno, non potranno essere applicate retroattivamente dal 1º gennaio, ma entreranno in vigore nel 2012. Questo significherebbe far saltare le previsioni di entrata sul bilancio e quindi dover rivedere tutto il documento contabile. Ma se entro oggi, il Comune non fornirà le bozze di delibera sulle tariffe - che dovevano già essere consegnate la settimana scorsa - Forza Lucca potrebbe anche far saltare la commissione finanze o non farla esprimere.  In questo quadro di grande incertezza, a maggior ragione secondo Pdl e Udc è necessario fissare pochi punti chiari di programma di fine mandato, senza perdere troppo tempo «con il valzer delle poltrone», come lo chiama Franco Fabbri, membro del triumvirato a capo del partito di Berlusconi. Anche se per l'Udc è irrunciabile la revisione della giunta e la redistribuzione delle deleghe di Chiari che, finora, il sindaco ha tenuto per sé. «Se non vuol procedere in questa direzione - insiste l'Unione di centro - allora Favilla ci deve spiegare le mosse che ha in mente per una revisione radicale della giunta, in modo da metterla in condizione di chiudere il mandato concludendo qualche cosa». Si può anche portare avanti la variante dello stadio - concede l'Udc - e la variante al piano strutturale «a parte che sul progetto di S. Anna si avvii una riflessione che ci porti a recuperare i rapporti con la gente». In ogni caso, l'Udc invita da subito i propri consiglieri e assessori «a seguire attentamente l'evolversi della situazione (politica e giudiziaria, ndr) mantenendo uno stretto contatto con gli organi di partito per eventuali valutazioni e distinzioni da assumere sui singoli provvedimenti». Come a dire che l'Udc non voterà più nulla a scatola chiusa, solo per ordine di scuderia (e maggioranza). Inoltre - conclude l'Udc - pur volendo salvare il mandato ed evitare elezioni anticipate annuncia che inizierà «fin da ora a pensare a un radicale cambiamento per presentarsi alla scadenza elettorale del 2012 con un progetto politico e programmatico nuovo, che chiami a raccolta le migliori energie della città».

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