Sicurezza
Potrebbe allargarsi il fronte dell'indagine sulla corruzione
1 MINUTI DI LETTURA
LUCCA. Potrebbe allargarsi il fronte d'indagine della procura. I 10 mesi d'intercettazioni telefoniche e ambientali avrebbero scoperchiato una serie d'intrecci tra mondo politico e imprenditoriale che vanno al di là dell'inchiesta sulla corruzione nella pubblica amministrazione lucchese che ha portato in carcere l'assessore Marco Chiari e il dirigente comunale Maurizio Tani con l'imprenditore Giovanni Valentini e i professionisti Luca Ruggi e Andrea Ferro ai domiciliari. Nel giro di un paio di settimane potrebbero aprirsi almeno due fronti d'inchiesta, oltre a quello che riguarda il Piuss con gli atti che sono stati trasmessi in questi giorni dalla procura di Perugia a quella di Lucca nell'ambito dell'inchiesta sull'appalto alla scuola dei marescialli: uno sull'attività più generale dell'ufficio del dirigente alla programmazione e pianificazione al comune di Lucca e l'altro sul contratto di vendita dell'As Lucchese Libertas 1905 stipulato dalla Valore in favore della Nice srl di Genova. Intanto stamani alle 9 il giudice delle indagini preliminari Simone Silvestri concluderà il giro degli interrogatori di garanzia dell'inchiesta denominata «volpe nel deserto» (con Chiari in veste di Rommel e il deserto rappresentato dalla città e i politici lucchesi) sentendo l'ingegner Andrea Ferro agli arresti domiciliari con l'accusa di corruzione. Il professionista sarà assistito dall'avvocato Luigi Velani e non si avvarrà della facoltà di non rispondere.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
