Attenzione
«Ora Favilla deve andarsene»
Rossella Lucchesi
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Qui e a fianco due immagini della manifestazione del PdPartecipazione alla manifestazione del Pd
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LUCCA. «Dobbiamo rompere il potere oligarchico della città e riappropriarci dei nostri diritti, uscendo dalle stanze della politica per ascoltare i problemi della gente. Solo così riusciremo ad abbattere quel muro di dubbi e incertezze che da troppo tempo si è innalzato nella nostra città». Con queste parole il capogruppo del Pd in consiglio comunale, Alessandro Tambellini, ha chiuso la manifestazione in piazza San Michele in cui sono state di nuovo chieste le dimissioni del sindaco. Erano presenti esponenti della politica, ma soprattutto gente comune. «Non proponiamo una gogna - ha detto Tambellini - ma di una occasione per analizzare gli umori dei cittadini, stanchi di essere presi in giro da chi da troppo tempo si impegna solo per i propri interessi. Chi amministra una città, prosegue, ha il dovere di dare risposte alla gente. Così non è stato per la giunta Favilla e per quella precedente». Rispondendo alla domanda di un cittadino che gli chiedeva cosa farebbe se in campagna elettorale un imprenditore gli offrisse un assegno da 30mila euro, Tambellini ha risposto con decisione: «La politica deve essere cristallina, accettare una qualsiasi somma di denaro equivale a compilare una cambiale che prima o poi arriverà all'incasso, con i risultati che sono sotto gli occhi di tutti». Palpabile lo sconcerto tra i presenti, profondamente delusi «da una giunta inadeguata a governare», come osserva Giancarlo Andreoni. «Aria nuova in città», grida Mauro Pieruccini, mentre Alessandro Bertolucci spera in una svolta decisiva che possa aprire la strada al dialogo e al rilancio. «Siamo in piazza per chiudere un triste capitolo» aggiunge Enzo Giannelli, che attribuisce alla amministrazione Fazzi l'inizio del boom della cementificazione.
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