Il Tirreno

Lucca

Favilla resta, ma cambia tutto

Ilaria Bonuccelli
Favilla resta, ma cambia tutto

Giunta verso l'azzeramento, rinuncia al nuovo quartiere a S. Anna

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LUCCA. È pronto a farsi sentire dai magistrati «se lo riterranno opportuno». È pronto a rinunciare (anche se a malincuore) al nuovo quartiere a S. Anna, se risulterà incompatibile con i piani urbanistici e le leggi regionali. Insiste, invece, sulla necessità di salvare il progetto di ristrutturazione dello stadio Porta Elisa «se non ci vogliamo trovare, nel giro di un paio di anni, con la Lucchese costretta a giocare in altri campi». In entrambi i casi, però, il sindaco Mauro Favilla si rimette «alla volontà del consiglio comunale». Mentre spetterà a lui e solo a lui - sottolinea - decidere se azzerare la giunta nell'ultimo anno di mandato.  Se il Pdl lunedì pensava di "processare" (politicamente parlando) un sindaco fiaccato dall'inchiesta sulla corruzione, si deve ricredere. Anche ai vertici regionali Favilla ripeterà: «Non ho accuse di cui rispondere». Nonostante risulti indagato per concorso in corruzione. E quindi non si dimetterà perché ci sono «progetti importanti da portare a termine».
INDAGINI E ACCUSE Dalla sua posizione, Favilla non si smuove: «Non ho fatto nulla e devo dire di aver considerato un atto dovuto la notifica di proroga (per 6 mesi) delle indagini che mi è arrivata ad aprile». Tuttavia - annuncia - darò mandato «a un legale di fiducia (ancora non nominato) per un confronto con la Procura. E sono pronto a farmi sentire, se il giudice lo riterrà opportuno». Nessuna forzatura, comunque, sottolinea Favilla che non ha intenzione «di criticare i magistrati, come spesso si fa a livello nazionale, perché è emersa una situazione da chiarire e questo è il loro compito».
NON POTEVA NON SAPERE L'accusa che, politicamente, viene mossa a Favilla è che non poteva non sapere quello che stava accadendo nella sua amministrazione. Ma Favilla nega. Alle persone finite sotto accusa (e in carcere) - dice - era «stato dato un incarico di portare a termine alcune operazioni (come lo stadio). Sapevo che agivano per portare avanti questi progetti ma nella legalità più assoluta. Non ho mai detto a nessuno di agire in qualunque modo "purchè si arrivi all'obiettivo". Non l'ho mai detto e, soprattutto, neppure mai pensato».
LE DIMISSIONI Non ci saranno. Al di là del fatto che dichiara di non «essere sotto accusa», Favilla ribadisce che non lascerà a un anno dal mandato, malgrado l'inchiesta, perché «ci sono molti progetti importanti avviati. Se li lascio a questo punto, causerei un danno alla città perché chi mi dovrebbe sostituire non conosce tutti quello che c'è da sapere per chiudere le operazioni in corso».
I RAPPORTI CON CHIARI Non entra nel merito della vicenda giudiziaria che ha portato il super-assessore Marco Chiari in carcere con l'accusa di corruzione. Ma sul piano politico, Favilla lo difende a spada tratta. Pur riconoscendogli alcune "intemperanze" e un carattere impulsivo, il sindaco ribadisce che «Chiari è un assessore molto utile per la sua capacità di tradurre i progetti in atti pratici. E non posso dire che sia così per tutti». A preoccupare Favilla erano solo le «fughe in avanti dell'assessore, le prese di posizione contro le persone o le categorie. Queste uscite mi mettevano in difficoltà, ma devo dire che Chiari non ha mai trovato soluzioni a problemi che non fossero volute dall'amministrazione o concordate con me».
L'AZZERAMENTO DELLA GIUNTA La proposta, avanzata da Forza Lucca (il gruppo nato dalla scissione del Pdl) lo lascia «un po' perplesso». Non per questo non la vaglierà, vista l'eccezionalità della situazione che si è creata. «Capisco le ragioni della richiesta - osserva Favilla - ma mi lascia perplessa perché per me conta molto l'aspetto umano delle vicende. Se un assessore mi lascia scontento, e capita, preferisco svolgere le sue funzioni piuttosto che sostituirlo. Sconfessare le persone mi dà dolore». Anche se con Luigi Stefani di Governare Lucca, invece, era andato in questa direzione «ma solo perché prima di votare in giunta, a favore o contro, pretendeva di andare a prendere ordini fuori dal Comune (da Piero Angelini, presidente della lista, ndr). E questo non lo potevo accettare. Ma a cose normali, cerco di evitare queste soluzioni anche perché, a mio avviso, significherebbe scaricare le responsabilità delle situazioni su altri. E oggi in stato di accusa c'è l'amministrazione nel suo complesso. Non ritengo giusto di restare io indenne e di far passare gli assessori per colpevoli».
LA VARIANTE AL PIANO STRUTTURALE Non può essere revocata, dice con chiarezza Favilla. Il neo dirigente all'urbanistica, Mauro Di Bugno, conferma quanto annunciato da Alessandro Tambellini, capogruppo del Pd in consiglio comunale: «Se si revocasse, cancelleremmo tutti i piani attuativi (compreso quello di S. Anna) che abbiamo recuperato, ma in compenso, apriremmo la porta al rilascio di tutte le concessioni edilizie in sospeso e andremmo a costruire molto di più di quanto previsto dal piano strutturale. Infatti, decadrebbero le norme di salvaguardia e i limiti scattati al momento dell'adozione. Tuttavia prendo atto della richiesta di Pietro Fazzi di azzerare tutte le varianti: la decisione spetta al consiglio comunale». 
S. ANNA Favilla ribadisce che non è vero che la variante al piano strutturale sia stata pensata «per favorire il gruppo Valore. È una pazzia dire questo e dire che Giovanni Valentini (gruppo Valore) avesse rilevato la Lucchese per "avere" viale Einaudi». Per garantirsi, insomma, il diritto a realizzare il nuovo quartiere a S. Anna.  Precisato questo, Favilla ammette che per uscire dalla situazione complicata dell'urbanistica manderà «i tecnici comunali a confrontarsi con la Regione, per capire come e che cosa fare per adeguare la variante alle loro osservazioni». Anche se questo significasse stralciare l'operazione di S. Anna. La Regione, infatti, ritiene incompatibile l'inserimento del Parco di S. Anna nella variante al piano strutturale: «Di questo parleremo - ammette Favilla - e il fatto che oggi l'area sia sotto sequestro ci offre una ragione ulteriore per stralciarla dalla variante. Tuttavia, in questa situazione io mi sento in colpa. Il Comune, infatti, non ha esaminato nei termini di legge le osservazioni al piano di S. Anna adottato nel 2007 dal commissario. Se lo avessimo fatto oggi il progetto sarebbe attuato. Del resto l'amministrazione comunale non si è insediata per fare piazza pulita dei diritti acquisiti né per azzerare quello che era stato deciso in precedenza: il nostro obiettivo era risolvere i problemi».

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