Il Tirreno

Lucca

Operatori sanitari e forze dell’ordine pronti ad accogliere e assistere le vittime di abusi

"Codice rosa" al pronto soccorso

Il direttore generale dell’Asl Oreste Tavanti e il pronto soccoreso del Campo di Marte
◗
Il direttore generale dell’Asl Oreste Tavanti e il pronto soccoreso del Campo di Marte

Al via l'esperimento contro la violenza sulle fasce più deboli

2 MINUTI DI LETTURA





 LUCCA. L'Asl sperimenterà al pronto soccorso il "codice rosa", un percorso speciale per le vittime di violenza: donne, ma anche bambini, anziani, omosessuali, immigrati. È stato sperimentato per oltre un anno a Grosseto e ora viene esteso a Lucca.  Verrà creata una task force interistituzionale, composta da operatori sanitari, forze dell'ordine e polizia giudiziaria, in grado di agire in sinergia e intervenire con professionalità e tempestività nei casi di violenza su vittime appartenenti alle fasce più deboli della popolazione. Il progetto ha il suo punto di forza nell'accoglienza delle vittime di violenza che arrivano al pronto soccorso e vengono identificate da un codice particolare, appunto il "codice rosa", che prevede un percorso riservato a queste persone, alle quali vengono immediatamente prestate cure mediche e sostegno psicologico, avviando contemporaneamente le indagini delle forze dell'ordine per l'identificazione degli autori delle violenze.  «Purtroppo anche in Toscana quello della violenza sulle donne e sui soggetti più deboli è un fenomeno che non accenna a diminuire - commenta l'assessore regionale Daniela Scaramuccia - La sensibilità della Toscana su questi temi viene da lontano, con una legge sulla violenza nel 2006 e un'attenzione particolare da parte delle Aziende sanitarie. Forti di questa esperienza, abbiamo visto che è necessario un passo ulteriore.  «L'esperienza di Grosseto ha dimostrato che è possibile mettere in atto interventi efficaci per dare assistenza immediata alle vittime, e nello stesso tempo intervenire tempestivamente sugli autori del reato. Vogliamo che questa esperienza diventi un modello e possa essere replicata, prima in alcune città, poi in tutta la Toscana».  «E' importante - evidenzia il direttore generale dell'Asl, Oreste Tavanti - che la nostra Azienda sia stata scelta per sviluppare un progetto davvero di grande rilevanza. La comunità lucchese è particolarmente attenta a queste problematiche, come confermano le significative iniziative per la prevenzione degli episodi di violenza, portate avanti in questi ultimi anni insieme alla Provincia e ad altri enti ed associazioni del territorio.  «È infatti già presente una rete collaudata, che può contare su una serie di "punti d'accesso"».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Proteste

Sciopero della scuola e dei trasporti venerdì 16 ottobre: le fasce garantite e i motivi della protesta

di Redazione web