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Lucca

«Valore non ha alcun diritto a costruire»

Alcuni aderenti all’Associazione Parco di Sant’Anna (Vip)
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Alcuni aderenti all’Associazione Parco di Sant’Anna (Vip)

Parco di S. Anna: non basta l'adozione di un piano attuativo

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LUCCA. Il gruppo Valore non ha alcun diritto a costruire in viale Einaudi. Lo afferma l'Associazione Parco di S. Anna.  «Nonostante il terremoto giudiziario di questi giorni, il sindaco Mauro Favilla continua pubblicamente a sostenere che a suo personale avviso "il gruppo Valore ha il diritto morale, e anche di più, di costruire a S. Anna secondo quanto previsto dal regolamento urbanistico del 2004" (sono le sue dichiarazioni in consiglio comunale rilasciate giovedì pomeriggio).  «Se il sindaco è in buona fede, vuol dire che dopo quattro anni di clamorose discussioni non ha ancora capito che, per costruire a S. Anna, Valore avrebbe dovuto presentare un progetto che si dimostrasse conforme non solo al regolamento urbanistico del 2004, ma anche al piano strutturale del 2001 e in particolare alla norma (articlo 42) che disciplina gli ambiti di aggregazione dei servizi, nei quali ricade anche l'intera area di viale Einaudi».  Poiché del progetto del Gruppo Valore, sia pur adottato dal commissario prefettizio Francesco Lococciolo, non è mai stata dimostrata la conformità all'articolo 42 del piano strutturale - dice ancora L'associazione Parco di S. Anna- non si capisce «quale obbligo "morale" avverta il primo cittadino nei confronti dell'impresa proponente.  «Quanto a quel "anche di più" a cui allude il sindaco, probabilmente riferendosi ad un dovere "anche" giuridico del Comune nei confronti del Gruppo Valore, affinché possa adeguatamente valorizzare i proprio diritto edificatorio su quei terreni, la giunta comunale, forse fino ad oggi mal consigliata, dovrebbe procurarsi le sentenze del Tar della Toscana 1045/07 e 1038/2008».  Per quale motivo? «Esse precisano, senza alcuna ombra di dubbio, che la semplice "adozione" di un piano attuativo non può mai determinare alcuna aspettativa giuridicamente tutelata nei proponenti, tale da far nascere in capo all'amministrazione l'obbligo di approvarlo a tutti i costi, confermando le proprie scelte urbanistiche precedenti. Ciò varrà soprattutto nel caso in cui la frettolosa decisone di un commissario governativo aveva provocato la sciagurata adozione di un mega-progetto che contrasta palesemente con gli strumenti urbanistici sovraordinati, di ieri e soprattutto di oggi».

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