Il Tirreno

Lucca

Nessun via libera dal Pd a Valore

Marcucci e a destra Valentini allo stadio con Favilla
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Marcucci e a destra Valentini allo stadio con Favilla

Il senatore Marcucci: «Da sempre contestiamo le scelte urbanistiche»

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LUCCA.Il senatore Andrea Marcucci e il Pd erano d'accordo, o quanto meno acquiescenti, sull'operazione di ristrutturazione dello stadio di Porta Elisa? Dalle intercettazioni emergono dichiarazioni di Giovanni Valentini, del gruppo Valore, in cui dice all'interlocutore che l'opposizione è indirizzata a non ostacolare l'intervento. «Noto il tentativo di allargare il giro delle presunte responsabilità, di coinvolgere tutti nel gioco del tanto peggio tanto meglio», risponde Marcucci.  «Ma - prosegue - siamo di fronte a responsabilità molto chiare, almeno sotto il profilo politico. E non toccano né me, né il Pd, né il centrosinistra. In merito alle responsabilità penali non è compito mio esprimere giudizi, confido nell'opera della magistratura e mi auguro che venga fatta al più presto chiarezza».  Mai avuto contatti con Valentini per discutere del progetto Porta Elisa?  «Credo che sia stato assolutamente corretto ascoltare e valutare con attenzione l'intervento per comprenderne l'eventuale necessità e utilità, il collegamento a un più generale disegno urbanistico, l'impatto su una viabillità già congestionata. Ho avuto modo di incontrare Valentini e Giuliano Giuliani, allora presidente della Lucchese, che mi invitarono per illustrarmi il progetto, ma, soprattutto, nel tentativo di ottenere una qualche forma di mia partecipazione nella gestione della società rossonera. Sono stato e sono vicino alla Lucchese, che ho ospitato volentieri al Ciocco. Do a Giuliani e Valentini grande merito sotto il profilo sportivo per l'impegno con cui hanno salvato la società che rischiava di scomparire, riportandola nel calcio che conta. Ma da qui a dire che c'era il via libera mia o del partito al progetto stadio ce ne corre».  Più che il progetto in sé, sotto la lente di ingrandimento della Procura c'è l'iter percorso per arrivare ad ottenere varianti e permessi che garantissero l'operazione.  «E su questo non posso dire altro che da oltre un anno, con dichiarazioni pubbliche, chiedo le dimissioni del sindaco Favilla e di una amministrazione che, a mio giudizio, usa le varianti sulla base di operazioni prospettate da gruppi imprenditoriali al di fuori di un quadro generale che garantisca il necessario riordino del territorio. Ripeto: spetta alla magistratura individuare e perseguire eventuali responsabilità penali e francamente ho difficoltà a credere che il sindaco Favilla ne possa avere. Mi auguro che possa chiarire tutto. Ma è netto il mio giudizio politico: sotto questo profilo la responsabilità è evidente e grave e non riguarda solo l'attuale amministrazione. Da più di dieci anni il centrodestra fa scelte urbanistiche che sembrano dettate da interessi su situazioni specifiche invece di presentare un progetto coordinato per il recupero e lo sviluppo del territorio, che parta dai bisogni effettivi. Si è fatto costruire molto, ma il mercato non aveva alcuna emergenza abitativa».  È per questo che insiste nel chiedere le dimissioni del sindaco e della giunta?  «Mi viene in mente il procuratore Borrelli e ripeto: dimissioni, dimissioni, dimissioni. Meglio qualche mese di commissariamento che questa melma. Del resto non faccio altro che seguire con coerenza la linea mia e del partito, più volte ribadita nel corso dell'ultimo anno. La giunta Favilla ha fallito e ora che il fallimento è sotto gli occhi di tutti sarebbe davvero un danno proseguire per un anno con questa amministrazione che mai ha dato segni di voler proseguire con un approccio diverso, continuando a correre dietro all'interesse di pochi e non a quello della collettività».  Sull'operazione del parco S. Anna c'è sempre stato il pollice verso suo e del suo partito, senza indugi. Perché?  «È di solare evidenza che quel polmone verde in un quartiere congestionato come S. Anna non vada toccato. Ho partecipato anche a manifestazioni in cui se ne chiedeva la salvaguardia. Anche l'iter di questa pratica mi conferma quanto le amministrazioni di centrodestra agiscano da anni con scelte urbanistiche che non rientrano in un disegno generale. Le responsabilità poilitiche sono evidenti e chiare. Vedremo ora se ce ne sono anche sul piano penale. Quello che è certo è che sbaglia chi ritiene di poter in qualche modo tirare dentro anche il Pd».

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