Sicurezza
Mozione di sfiducia a Favilla
Alessandro Petrini
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L’opposizione di centrosinistra all’ultimo consiglio comunale (Foto Vip)La annuncia il centrosinistra, ma la maggioranza non è pronta a votarla
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LUCCA. L'opposizione la considera «un atto dovuto». Perché l'amministrazione comunale, travolta dall'inchiesta sulla corruzione, «non ha più autorevolezza». Per questo, Pd e Sel sono pronti a presentare la mozione di sfiducia nei confronti del sindaco Mauro Favilla che risulta indagato insieme all'assessore alle finanze, Giovanni Pierami. Non si tratta di sciacallaggio, politico - assicura il centrosinistra - ma solo di salvaguardare l'istituzione, il Comune. E per dimostrare che nessuno vuole speculare sulla vicenda, il capogruppo del Pd, Alessandro Tambellini, assicura «la massima disponibilità dell'opposizione a continuare il mandato, almeno fino a quando sarà necessario per approvare atti di interesse generale. A un impegno del genere non ci sottraiamo, perché il nostro senso delle istituzioni è forte». L'importante - aggiunge il capogruppo di Sel, Antonio Sichi, è che anche la maggioranza e il sindaco abbiano lo stesso senso delle istituzioni. «Come ho detto a Favilla - conferma Sichi - sarò la prima persona ad essere contento se dimostrerà la sua estraneità ai fatti che gli vengono contestati. Ma deve affrontare questo percorso da privati cittadino: non deve entrare in tribunale con la fascia tricolore. In quel caso, infatti, il sindaco trascinerebbe con sé nelle aule di giustizia anche l'istituzione. E questo la città non lo merita». Per Sichi, comunque, non dovrebbe essere solo il sindaco a dimettersi: dovrebbero lasciare anche gli assessori «che quanto meno non hanno vigilato su quello che accadeva. Ogni amministratore è responsabile di tutti gli atti che passano di giunta o che vengono portate in consiglio comunale e non solo delle proprie». Il centrosinistra, comunque, preferirebbe che Favilla si dimettesse, invece di presentare una mozione di sfiducia, che ha bisogno di 16 firme per essere presentat e di 21 voti per essere approvata. In questo momento, però, il centrodestra non sarebbe disponibile a sostenerla. Non hanno intenzione di votarla nemmeno Libertas 2010 che garantisce solo l'appoggio esterno all'amministrazione, e Governare Lucca, la ex lista civica di Mauro Favilla, dal 2009 all'opposizione, proprio per divergenze di vedute sull'urbanistica. Il capogruppo Vincenzo Giorgi spiega che in questo momento all'interno della lista è in corso un'analisi della situazione per capire quali potrebbero essere le conseguenze di un commissariamento, soprattutto per le due varianti urbanistiche adottate e ora in attesa di approvazione definitiva. «Abbiamo scelto di candidare Favilla - spiega Giorgi - e ora non vorremmo essere accusati di averlo messo al posto sbagliato e poi di averlo fatto dimettere nel momento sbagliato». E in linea con lui c'è anche Paolo Bertolucci di Libertas 2010: «Siamo garantisti e riteniamo che si debba dare la massima disponibilità e collaborazione. Ora c'è la necessità di lasciare che la giustizia faccia il proprio corso mentre noi abbiamo il dovere di aspettare gli sviluppi della vicenda». Intanto l'ex sindaco Pietro Fazzi (Pdl), dando seguito all'annuncio di giovedì in consiglio comunale, ha depositato una richiesta formale di azzeramento delle varianti. Anche se il Pdl sceglie di fare quadrato attorno a Favilla: «Finché non sarà coinvolto non mi sembra il caso di metterlo in discussione - esordisce il capogruppo Giancarlo Ramacciotti - del resto finora ha lavorato bene e se vorrà prendere altre decisioni sulla composizione della giunta noi non porremo alcun ostacolo. Penso che per la mobilità, delega di Chiari che al momento trattenuto, Favilla sceglierà di andare oltre al colore politico e si affiderà a un tecnico». In ogni caso - conclude Ramacciotti - è fondamentale «evitare il commissariamento». Garantista anche l'ex capogruppo del Pdl Lido Fava, da sempre critico, però, nei confronti della costruzione di un nuovo quartiere a S. Anna «per problemi di impatto ambientale». Comunque, l'appoggio a Favilla non si discute, come ribadisce anche Luigi Bertani, capogruppo dell'Udc: «In questo momento è impossibile fare un'analisi politica serena della vicenda. Ora è fondamentale evitare processi sommari e fughe in avanti. Io stimo il sindaco e credo che si debba attendere l'esito delle indagini».
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