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Lucca

Corruzione, la parola alla difesa

Luca Tronchetti
Corruzione, la parola alla difesa

La sicurezza di Chiari: «Se scoprono che ho preso tangenti sto in galera a vita»

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LUCCA. C'è un clima di attesa a palazzo di Giustizia. Si guarda alla prossima settimana come a una fase importante, forse decisiva, dell'inchiesta sulla corruzione a Lucca. Gli arresti eccellenti di mercoledì sono da considerarsi un caso isolato o la punta di un iceberg che potrebbe condurre a nuove e scottanti rivelazioni? Un'indagine andata avanti sotto traccia per dieci mesi nel corso dei quali la procura della Repubblica - attraverso intercettazioni telefoniche e ambientali con i protagonisti pedinati e fotografati e con l'utilizzo di consulenti tecnici per verificare la correttezza dell'operato dell'amministrazione in materia urbanistica - ha portato alla luce comportamenti e connivenze imbarazzanti e diffuse complicità trasversali ai partiti. Per capire come e in quale direzione l'inchiesta proseguirà si aspettano le prime decisioni del giudice delle indagini preliminari sulle richieste di revoca o attenuazione delle misure restrittive presentate dai difensori degli indagati. Prima tra tutte quella dell'avvocato Giulia Padovani per il suo assistito, l'architetto Giovanni Valentini, rappresentante del gruppo Valore di Prato ritenuto dalla procura e dai carabinieri il corruttore, l'imprenditore che, per l'accusa, pur di ottenere i suoi scopi era disposto a distribuire tangenti sotto forma di parcelle e onorari gonfiati per pratiche di cui poteva occuparsi anche il suo studio professionale.
NESSUNA TANGENTE «Se scoprono che ho preso tangenti sto in galera a vita». Una battuta o una provocazione. Segno che Marco Chiari è ancora sicuro del fatto suo. È il primo che ieri mattina il giudice delle indagini preliminari Simone Silvestri ascolta nel carcere di San Giorgio per l'interrogatorio di garanzia. Un'ora e mezzo (dalle 9,30 alle 11) per spiegare la sua verità assistito dagli avvocati Carlo Di Bugno, Alessandro Bini e Gabriele Meucci. «Abbiamo eseguito tutti i passaggi tecnici e i calcoli della volumetria disponibile coinvolgendo professionisti e docenti universitari nel rispetto pieno ed esclusivo della normativa vigente» uno dei passaggi dell'assessore alla mobilità. Lo stadio? i rapporti con Valentini? i contatti tra lo studio professionale e la pubblica amministrazione? Tutti perfettamente leciti nell'ambito di un sistema che prevedeva un certo tipo di rapporti per snellire farraginose procedure burocratiche. Working in progress insomma. E i rapporti con l'ingegner Ferro? Per il professionista soltanto parole di elogio e di stima: «Un ragazzo bravissimo, serio, scrupoloso. Un amico di famiglia incapace di poter commettere irregolarità, figuriamoci reati». Nonostante la detenzione e i problemi cardiaci il carattere è rimasto identico. Poi è stata la volta di Maurizio Tani. Anche lui ha parlato per un'ora e mezzo: dalle 11 alle 12,30. Sereno, tranquillo, deciso. Decisamente meno brillante di Chiari, ma puntiglioso nello spiegare punto su punto ogni passaggio della vicenda che lo riguarda. Un quadro tecnico che la difesa ritiene ampiamente esaustivo. Richieste di revoca della misura? L'avvocato Di Bugno, all'uscita dal carcere, non ha voluto rivelare la sua strategia difensiva. Probabile che attenda l'interrogatorio di garanzia di lunedì mattina dell'ingegner Andrea Ferro che si trova agli arresti domiciliari.
RICHIESTA DI REVOCA DELL'ARRESTO Il tour de force del gip è proseguito poco dopo al Galli Tassi. Con l'interrogatorio di garanzia dell'architetto Luca Antonio Ruggi, difeso dall'avvocato Maurizio Campo. Pochi minuti perchè il professionista si è avvalso della facoltà di non rispondere presentando però l'istanza di poter recarsi al lavoro. Infine dalle 13 e per circa un'ora è stata la volta dell'azionista di maggioranza della Lucchese, architetto Giovanni Valentini. Dichiarazioni spontanee su alcuni punti. «Il mio assistito ha fatto dichiarazioni chiarificatrici, chiederò la revoca o l'attenuazione della misura detentiva» le uniche parole pronunciate dall'avvocato Giulia Padovani.  Stamani il pm Fabio Origlio leggerà i verbali degli interrogatori e avrà 48 ore di tempo per esprimere il parere sulla richiesta di revoca o attenuazione di misura presentata da Valentini.

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