Il Tirreno

Lucca

Appello per far rivivere villa Grassini

La villa Grassini a Porcari (Vip)
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La villa Grassini a Porcari (Vip)

Il sindaco Baccini: «Serve una sinergia pubblico-privato»

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PORCARI. Un primo sos lo aveva lanciato nel 2007. Un altro accorato appello nel 2010, proprio dalle pagine de Il Tirreno. Adesso il sindaco Alberto Baccini torna a parlare di Villa Grassini, uno stabile di altissimo valore simbolico per Porcari, che a tutt'oggi ancora è senza una proprietà, dopo il fallimento della Domuis Medicea, proprietaria dello storico palazzo situato ai piedi della collina della Torretta.  «Siamo disposti a sostenere un intervento di recupero della splendida dimora storica del Seicento, che si trova in stato di abbandono e nelle mani del curatore fallimentare. Siamo convinti che si possa fare qualcosa per ridare una nuova vita a questa magnifica villa. Dobbiamo creare i presupposti per mettere in moto un meccanismo virtuoso, una sinergia tra pubblico e privato per reperire i fondi necessari. Il mio è un appello alle istituzioni pubbliche e private, alle fondazioni bancarie e al mondo imprenditoriale locale affinché non sia abbandonata una dimora così bella e storica. Le imprese potrebbero anche costituire un pool in grado di fare poi della villa una grande sala di rappresentanza».  La villa è stata totalmente recuperata, ma si trova in uno stato di incuria sull'esterno, circondata da erba alta e sporcizia. «È un edificio di pregio, come ce ne sono altri a Porcari - evidenzia Baccini - e la costruzione è stata restaurata qualche anno fa dagli ex proprietari e perfettamente funzionante di tutto al suo interno, adibita anche come abitazione civile. Ritengo che avrebbe anche tutte le potenzialità per diventare un importante centro congressuale per tutta la Piana».  Nel 2004 si era parlato di un progetto per la realizzazione di un parco privato. L'amministrazione comunale nell'ottica di una tutela di questo monumento è disposta a valutare una possibile destinazione di recupero, purché sia mantenuta la sua integrità architettonica. Il valore dell'immobile è di circa 2,5 milioni di euro. Un prezzo non esorbitante per una dimora di grande valenza storica. Ad oggi però le aste giudiziarie sono andate deserte.

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