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Lucca

Chiari e Tani negano tutto nell'interrogatorio del gip

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LUCCA. Spiegano la loro verità al giudice delle indagini preliminari Simone Silvestri gli arrestati dell'inchiesta sulla corruzione a Lucca. L'assessore Marco Chiari, il dirigente dell'ufficio urbanistica Maurizio Tani, detenuti nel carcere di San Giorgio, e l'architetto Giovanni Valentini dell'immobiliare Valore spa di Prato finito agli arresti domiciliari hanno fornito la loro versione dei fatti. Tutti gli indagati, accusati di corruzione, sostengono di aver agito nel pieno rispetto delle norme e delle procedure tecniche riassumendo l'intera vicenda e ribattendo punto su punto alle accuse mosse nei loro confronti. Soltanto l'architetto Luca Ruggi ha preferito avvalersi della facoltà di non rispondere rilasciando una dichiarazione nella quale nega con forza l'unico episodio che lo riguarda relativo ad un «accatastamento» che per gli inquirenti nasconde una tangente da 40mila euro. Il legale dell'architetto Giovanni Valentini, avvocato Giulia Padovani, al termine dell'interrogatorio di garanzia ha chiesto per il suo assistito la revoca o l'attenuazione della misura afflittiva.

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