La manifestazione
Estorsione, imprenditrice condannata
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Per l'estorsione a un imprenditore di Amantea (Cosenza) il giudice dell'udienza preliminare di Catanzaro ha condannato tra gli altri l'imprenditrice lucchese Jolanda Zambon, 48 anni. Un anno e otto mesi di reclusione con i benefici di legge e il proscioglimento totale dall'aggravante del metodo mafioso riconoscendo all'imprenditrice l'estraneità da qualsiasi contesto criminoso. Per la donna la pena più lieve rispetto agli altri sette imputati che hanno avuto condanne sino a cinque anni di reclusione.
Tra l'altro nel dispositivo della sentenza il gup ha inviato alla procura del tribunale di Lucca gli atti relativi a una presunta estorsione commessa in suo danno dall'imprenditore Salvatore De Seta, suo ex collaboratore e personaggio chiave nell'inchiesta: è l'uomo che ha fatto partire l'indagine.Estorsione denunciata in tempi non sospetti dalla Zambon con una denuncia ai carabinieri. «È evidente - dice l'avvocato Giovanni Frullano, che difende Zambon - che dagli atti del giudizio sono emerse prove circa l'estorsione patita dalla mia cliente che aveva denunciato da mesi il comportamento di De Seta.
Con la sentenza di oggi il gup, dopo aver ritenuto di escludere l'aggravante del metodo mafioso a carico della Zambon e che la stessa è stata vittima di un'estorsione, l'ha ritenuta responsabile a sua volta di estorsione riconoscendole le attenuanti generiche e quella della provocazione consistente nell'aver agito in stato d'ira determinato dal fatto illecito di De Seta, l'ha condannata a un anno e otto mesi concedendole il beneficio della sospensione condizionale della pena e della non menzione nel certificato del casellario giudiziale.
Quella di oggi è una sentenza che ci lascia assolutamente soddisfatti per quanto riguarda il proscioglimento della Zambon dalle contestazioni di aver agito con il metodo mafioso. Mentre non condividiamo la parte in cui la Zambon viene ritenuta responsabile, seppur in modo residuale, dell'estorsione. Attendiamo di leggere i motivi, ma ricorreremo sicuramente in Appello». L.T.
Tra l'altro nel dispositivo della sentenza il gup ha inviato alla procura del tribunale di Lucca gli atti relativi a una presunta estorsione commessa in suo danno dall'imprenditore Salvatore De Seta, suo ex collaboratore e personaggio chiave nell'inchiesta: è l'uomo che ha fatto partire l'indagine.Estorsione denunciata in tempi non sospetti dalla Zambon con una denuncia ai carabinieri. «È evidente - dice l'avvocato Giovanni Frullano, che difende Zambon - che dagli atti del giudizio sono emerse prove circa l'estorsione patita dalla mia cliente che aveva denunciato da mesi il comportamento di De Seta.
Con la sentenza di oggi il gup, dopo aver ritenuto di escludere l'aggravante del metodo mafioso a carico della Zambon e che la stessa è stata vittima di un'estorsione, l'ha ritenuta responsabile a sua volta di estorsione riconoscendole le attenuanti generiche e quella della provocazione consistente nell'aver agito in stato d'ira determinato dal fatto illecito di De Seta, l'ha condannata a un anno e otto mesi concedendole il beneficio della sospensione condizionale della pena e della non menzione nel certificato del casellario giudiziale.
Quella di oggi è una sentenza che ci lascia assolutamente soddisfatti per quanto riguarda il proscioglimento della Zambon dalle contestazioni di aver agito con il metodo mafioso. Mentre non condividiamo la parte in cui la Zambon viene ritenuta responsabile, seppur in modo residuale, dell'estorsione. Attendiamo di leggere i motivi, ma ricorreremo sicuramente in Appello». L.T.
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