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Lucca

Altri procedimenti. L’architetto Tani è a giudizio per la vicenda delle serre di San Macario

Chiari indagato per la presunta truffa alla Bnl

Chiari indagato per la presunta truffa alla Bnl

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LUCCA. Altre vicende giudiziarie vedono coinvolti l'assessore Marco Chiari e l'architetto Maurizio Tani.  Chiari è sotto processo per la vicenda della presunta truffa ai danni della Banca Nazionale del Lavoro. Un'inchiesta avviata dal sostituto Domenico Manzione, ora procuratore ad Alba, e affidata alla Guardia di Finanza.  Stando alle accuse, era stato architettato un sistema ingegnoso utilizzando capitali occultati all'estero - un milione e mezzo di euro, denaro che procura e finanza ritenevano illecito perché provento del reato di bancarotta - per confluirli in una ventina di società immobiliari. Alcune delle imprese, per gli inquirenti, sarebbero state fittizie e utilizzate per emettere fatture per operazioni inesistenti, per un importo di 16 milioni di euro.  In sostanza, stando agli investigatori, sarebbero state create ad arte dall'organizzazione per poter accedere a finanziamenti e mutui per complessivi 33 milioni di euro.  Un fiume di denaro, già erogato per 22 milioni. Chiari è accusato di aver falsificato due domande di permesso a costruire datate 11 aprile e 26 maggio 2006 presentate al Comune di Lucca. Per le Fiamme Gialle avrebbe sbianchettato dal modulo prestampato la parola «domanda di» in modo da far apparire soltanto il termine «concessione edilizia».  A quel punto avrebbe modificato la data di rilascio e inviato il tutto via fax alla Bnl. Sempre per la procura avrebbe predisposto e inoltrato all'istituto di credito milanese una dichiarazione asseverativa falsa che attestava lavori inesistenti su un immobile ed elaborati grafici alterati e progetto falso, a corredo di una denuncia di inizio attività inoltrata al Comune per conto della Nuovi Investimenti srl.  Chiari ha sempre respinto le accuse sostenendo di essere stato coinvolto «in una vicenda estremamente complessa e articolata della quale in larga parte non ho alcuna conoscenza. La mia condotta è sempre rientrata nell'ambito della correttezza professionale che mi ha contraddistinto in oltre 30 anni di attività. Escludo di aver compiuto quanto mi viene attribuito».  Sotto processo anche l'architetto Tani che deve rispondere dell'accusa di abuso d'ufficio per la vicenda delle case costruite al posto di serre dismesse a San Macario. Secondo la tesi accusatoria, con questa operazione immobiliare il professionista avrebbe favorito la San Macario srl «procurando un ingiusto, rilevante vantaggio patrimoniale» alla società. E, al tempo stesso, avrebbe sfavorito un vicino, Alessandro Terigi.

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